A Torino un curioso caso giudiziario ha visto un cane al centro di una disputa legale: secondo la Procura, l'animale sarebbe stato utilizzato come "arma" durante una rapina.
I due giovani hanno riportato lesioni a seguito dell'incidente. Gli investigatori affermano che Astro li ha morsi finché il padrone non ha fermato l'attacco. Anche quando la polizia è intervenuta, il cane ha cercato di aggredire gli agenti, sempre su incitamento del proprietario.
Nel processo, Astro è stato sottoposto a una valutazione comportamentale dopo essere stato posto sotto custodia al canile municipale. La veterinaria incaricata ha osservato che, nel contesto controllato della struttura, Astro non ha mostrato aggressività. Tuttavia, ha rilevato una forte tendenza a proteggere il padrone, un'elevata vigilanza e reattività agli stimoli esterni. Non è stato possibile determinare se il cane fosse stato addestrato ad attaccare su comando, poiché la sua precedente storia è ignota. Nato in un allevamento clandestino e privo di microchip, il cane non era registrato.
Il proprietario del cane ha negato tutte le accuse in tribunale, affermando che Astro non aveva mai morso nessuno e che lui stesso non era coinvolto in atti di rapina. Ha sostenuto che il cane si sarebbe scagliato solo perché lo percepiva in pericolo. Inoltre, il proprietario ha espresso il desiderio di sottoporsi a un programma di disintossicazione. La difesa ha anche argomentato che le ferite delle vittime non corrispondevano a un attacco deliberato ordinato dal padrone. Nonostante queste difese, il tribunale ha confermato la condanna per rapina aggravata.
Torino, il curioso caso del cane finito a processo: secondo la Procura l'animale è "l'arma" di una rapina
Un uomo di 35 anni è stato condannato a 3 anni e 10 mesi per rapina aggravata. I magistrati hanno sostenuto che l'uomo ha incitato il suo cane, Astro, contro le vittime. Il processo si è basato sull'accusa che l'uomo abbia aggredito due giovani in strada, prendendo un pacchetto di sigarette e una banconota da 50 euro. Durante l'aggressione, oltre a colpirli con una bottiglia di vetro, avrebbe ordinato al suo cane di attaccare.I due giovani hanno riportato lesioni a seguito dell'incidente. Gli investigatori affermano che Astro li ha morsi finché il padrone non ha fermato l'attacco. Anche quando la polizia è intervenuta, il cane ha cercato di aggredire gli agenti, sempre su incitamento del proprietario.
Nel processo, Astro è stato sottoposto a una valutazione comportamentale dopo essere stato posto sotto custodia al canile municipale. La veterinaria incaricata ha osservato che, nel contesto controllato della struttura, Astro non ha mostrato aggressività. Tuttavia, ha rilevato una forte tendenza a proteggere il padrone, un'elevata vigilanza e reattività agli stimoli esterni. Non è stato possibile determinare se il cane fosse stato addestrato ad attaccare su comando, poiché la sua precedente storia è ignota. Nato in un allevamento clandestino e privo di microchip, il cane non era registrato.
Il proprietario del cane ha negato tutte le accuse in tribunale, affermando che Astro non aveva mai morso nessuno e che lui stesso non era coinvolto in atti di rapina. Ha sostenuto che il cane si sarebbe scagliato solo perché lo percepiva in pericolo. Inoltre, il proprietario ha espresso il desiderio di sottoporsi a un programma di disintossicazione. La difesa ha anche argomentato che le ferite delle vittime non corrispondevano a un attacco deliberato ordinato dal padrone. Nonostante queste difese, il tribunale ha confermato la condanna per rapina aggravata.

