Un boato violentissimo ha squarciato il silenzio del rione 167, seminando il panico tra le palazzine Acer di via Don Giuseppe Diana. Nel mirino di quello che appare come un chiaro raid intimidatorio è finita la porta d'ingresso di un appartamento occupato da una donna e dai suoi figli.
La deflagrazione, avvenuta nel cuore della notte tra venerdì e sabato, ha pesantemente danneggiato l'infisso e l'area esterna, spingendo decine di residenti a riversarsi in strada sotto shock prima dell'arrivo massiccio di Carabinieri e Vigili del Fuoco come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Le testimonianze raccolte tra i condomini non hanno ancora fornito elementi risolutivi, mentre l'attenzione degli inquirenti è ora tutta focalizzata sulle immagini dei circuiti di videosorveglianza della zona. L'obiettivo è identificare chi ha piazzato l'ordigno rudimentale, un atto di violenza gratuita che riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle periferie ebolitane e sulla spregiudicatezza di chi, per regolare conti interni alla malavita, non esita a mettere a repentaglio la vita di cittadini del tutto estranei a contesti criminali.
La deflagrazione, avvenuta nel cuore della notte tra venerdì e sabato, ha pesantemente danneggiato l'infisso e l'area esterna, spingendo decine di residenti a riversarsi in strada sotto shock prima dell'arrivo massiccio di Carabinieri e Vigili del Fuoco come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Terrore nella notte a Eboli: bomba carta contro un'abitazione
Sebbene non si registrino feriti o cedimenti strutturali dell'edificio, l'episodio ha fatto scattare indagini serrate da parte dei militari della Compagnia di Eboli. Al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori è quella di un "errore di bersaglio": il messaggio di fuoco potrebbe non essere stato destinato alla famiglia colpita, ma a un pregiudicato residente nello stesso stabile, noto alle forze dell'ordine per precedenti legati al narcotraffico. Si tratterebbe, dunque, di un avvertimento trasversale nel mondo dello spaccio, dove il sicario avrebbe però sbagliato pianerottolo o destinatario.Le testimonianze raccolte tra i condomini non hanno ancora fornito elementi risolutivi, mentre l'attenzione degli inquirenti è ora tutta focalizzata sulle immagini dei circuiti di videosorveglianza della zona. L'obiettivo è identificare chi ha piazzato l'ordigno rudimentale, un atto di violenza gratuita che riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle periferie ebolitane e sulla spregiudicatezza di chi, per regolare conti interni alla malavita, non esita a mettere a repentaglio la vita di cittadini del tutto estranei a contesti criminali.

