L'Amministrazione Comunale di Teggiano ha avviato un'azione legale contro Consac per le criticità legate alla rete fognaria e ai ritardi negli allacci: ecco tutti i dettagli. Lo riporta InfoCilento.
Il territorio di Teggiano rientra tra i comuni campani che non hanno rispettato la direttiva 91/271/CEE, concernente le infrastrutture di trattamento delle acque reflue urbane. Tra le principali criticità evidenziate dall’UE, figurano l’assenza di una rete di collettamento adeguata, l’insufficienza del processo depurativo e problemi strutturali nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento.
La controversia si concentra particolarmente sugli allacciamenti fognari e sull’eventualità di perdere importanti finanziamenti. L’Amministrazione comunale accusa Consac di non aver realizzato gli interventi necessari per la risoluzione delle criticità del sistema idrico. L’assenza di risposte adeguate da parte della società, nonostante una diffida formale inviata il 24 novembre scorso, ha esacerbato le tensioni. Il mancato intervento rischia, inoltre, di bloccare progetti di rifacimento del manto stradale su arterie strategiche e compromettere l’utilizzo dei fondi già stanziati.
Dal canto suo, Consac respinge tutte le accuse e sottolinea che le problematiche denunciate sono antecedenti alla sua gestione, iniziata nel 2011. L’azienda lamenta di aver ereditato un sistema già gravemente deficitario e ricorda che la responsabilità di costruzione delle infrastrutture spetta per legge alle amministrazioni comunali. Consac evidenzia, inoltre, come le procedure d’infrazione europea risalgano a indagini avviate nel 2007, prima dell’inizio della sua gestione. La società rivendica i progressi compiuti negli ultimi anni, inclusi finanziamenti regionali ottenuti per oltre 13 milioni di euro e interventi significativi sulle reti esistenti.
La vicenda legale si preannuncia dunque complessa e sarà incentrata sulla definizione delle responsabilità tra il Comune e il gestore del servizio idrico. Nel frattempo, permangono le preoccupazioni per il futuro degli interventi infrastrutturali e il rischio di perdere risorse pubbliche già destinate alle opere necessarie.
Teggiano, il Comune avvia azione legale contro Consac
Il Comune di Teggiano ha intrapreso un’azione legale contro la società Consac S.p.A., responsabile della gestione del servizio idrico integrato, a causa delle problematiche legate alla rete fognaria locale e ai ritardi negli allacciamenti. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Di Candia, ha deciso di affidare la questione a un legale esterno, denunciando gravi carenze infrastrutturali che hanno portato a pesanti sanzioni da parte dell'Unione Europea.Il territorio di Teggiano rientra tra i comuni campani che non hanno rispettato la direttiva 91/271/CEE, concernente le infrastrutture di trattamento delle acque reflue urbane. Tra le principali criticità evidenziate dall’UE, figurano l’assenza di una rete di collettamento adeguata, l’insufficienza del processo depurativo e problemi strutturali nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento.
La controversia si concentra particolarmente sugli allacciamenti fognari e sull’eventualità di perdere importanti finanziamenti. L’Amministrazione comunale accusa Consac di non aver realizzato gli interventi necessari per la risoluzione delle criticità del sistema idrico. L’assenza di risposte adeguate da parte della società, nonostante una diffida formale inviata il 24 novembre scorso, ha esacerbato le tensioni. Il mancato intervento rischia, inoltre, di bloccare progetti di rifacimento del manto stradale su arterie strategiche e compromettere l’utilizzo dei fondi già stanziati.
Dal canto suo, Consac respinge tutte le accuse e sottolinea che le problematiche denunciate sono antecedenti alla sua gestione, iniziata nel 2011. L’azienda lamenta di aver ereditato un sistema già gravemente deficitario e ricorda che la responsabilità di costruzione delle infrastrutture spetta per legge alle amministrazioni comunali. Consac evidenzia, inoltre, come le procedure d’infrazione europea risalgano a indagini avviate nel 2007, prima dell’inizio della sua gestione. La società rivendica i progressi compiuti negli ultimi anni, inclusi finanziamenti regionali ottenuti per oltre 13 milioni di euro e interventi significativi sulle reti esistenti.
La vicenda legale si preannuncia dunque complessa e sarà incentrata sulla definizione delle responsabilità tra il Comune e il gestore del servizio idrico. Nel frattempo, permangono le preoccupazioni per il futuro degli interventi infrastrutturali e il rischio di perdere risorse pubbliche già destinate alle opere necessarie.

