Il Tar di Salerno ha respinto il ricorso presentato dai genitori di un minore in comunità educativa contro la decisione del consiglio di classe di bocciarlo e non ammetterlo alla classe successiva presso un istituto tecnico della Provincia di Salerno. Lo riporta SalernoToday.
Lo studente, affetto da disturbo delle capacità scolastiche con compromissione della lettura e difficoltà di attenzione, aveva avuto quattro insufficienze nel corso dell'anno scolastico nelle materie dell'indirizzo. I genitori avevano fatto ricorso contro lo scrutinio finale dichiarando una mancata personalizzazione del piano didattico per il figlio, l'assenza di adeguati interventi volti al recupero di tali materie e la violazione delle norme sui disturbi specifici di apprendimento. Il Tar aveva già negato la sospensiva cautelare nel settembre dello scorso anno. Ora, i giudici, hanno ribadito che la normativa a tutela degli studenti con DSA e BES non garantisce l'ammissione automatica ma mira ad aiutare l'alunno e metterlo nelle stesse condizioni degli altri studenti.
Di fatto, il Piano Didattico Personalizzato era stato adeguatamente eseguito e l'istituto aveva attivato ogni strumento disponibile dai materiali semplificati su piattaforma digitale, verifiche programmate, costante aggiornamento della famiglia. Le insufficienze erano riconducibili non alla condizione di svantaggio ma al mancato impegno dell'alunno che si era assentato dalle attività didattiche anche nelle ore di laboratorio e di alternanza scuola-lavoro.
Studente bocciato nonostante la diagnosi DSA: il Tar respinge il ricorso dei genitori, la decisione era legittima
Il Tar di Salerno ha respinto il ricorso presentato dai genitori di un minore in comunità educativa contro la decisione del consiglio di classe di bocciarlo e non ammetterlo alla classe successiva presso un istituto tecnico della Provincia di Salerno.Lo studente, affetto da disturbo delle capacità scolastiche con compromissione della lettura e difficoltà di attenzione, aveva avuto quattro insufficienze nel corso dell'anno scolastico nelle materie dell'indirizzo. I genitori avevano fatto ricorso contro lo scrutinio finale dichiarando una mancata personalizzazione del piano didattico per il figlio, l'assenza di adeguati interventi volti al recupero di tali materie e la violazione delle norme sui disturbi specifici di apprendimento. Il Tar aveva già negato la sospensiva cautelare nel settembre dello scorso anno. Ora, i giudici, hanno ribadito che la normativa a tutela degli studenti con DSA e BES non garantisce l'ammissione automatica ma mira ad aiutare l'alunno e metterlo nelle stesse condizioni degli altri studenti.
Di fatto, il Piano Didattico Personalizzato era stato adeguatamente eseguito e l'istituto aveva attivato ogni strumento disponibile dai materiali semplificati su piattaforma digitale, verifiche programmate, costante aggiornamento della famiglia. Le insufficienze erano riconducibili non alla condizione di svantaggio ma al mancato impegno dell'alunno che si era assentato dalle attività didattiche anche nelle ore di laboratorio e di alternanza scuola-lavoro.

