A pochi giorni dall’entrata in vigore della riduzione delle accise su benzina e diesel, la Campania emerge come la regione in cui il provvedimento ha avuto effetti più limitati. Nonostante il taglio di 20 centesimi per litro (25 se si considera l’Iva) deciso dal governo, i distributori locali hanno recepito lo sconto in maniera parziale, lasciando gli automobilisti partenopei tra i più penalizzati d’Italia.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, in Campania la riduzione dei prezzi è stata «meno della metà di quanto previsto». Per un pieno da 50 litri, il risparmio reale è di circa 5 euro, contro i 12 euro teorici. La forbice tra regioni è netta: Friuli Venezia Giulia registra sconti fino a 17,8 centesimi al litro, seguita da Toscana e Sardegna, mentre la Campania si colloca stabilmente in fondo alla classifica, insieme a Molise e Lazio.
Federconsumatori Campania segnala come solo il 30% dei benzinai abbia applicato correttamente il taglio, circa il 50% abbia ridotto i prezzi in misura parziale e un 20% non lo abbia ancora attuato. «Serve un incremento dei controlli da parte delle autorità», sottolinea Giovanni Berritto, presidente regionale, evidenziando come il quadro resti delicato. Il provvedimento ha validità limitata a 20 giorni e l’andamento dei mercati petroliferi lascia presagire ulteriori oscillazioni dei prezzi.
I consumatori salernitani si trovano così a fare i conti con un effetto ridotto della misura governativa, nonostante la diminuzione delle imposte fosse pensata per attenuare gli aumenti causati dalla crisi internazionale. La disparità rispetto ad altre regioni italiane rende evidente quanto la tempestività nell’applicazione dei tagli e la trasparenza nella comunicazione dei prezzi siano determinanti per garantire benefici concreti agli automobilisti.
Taglio delle accise, in Campania i prezzi restano alti
Secondo i dati più recenti del Mimit, il prezzo medio del gasolio self in Campania si attesta a 2,019 euro al litro, mentre la benzina supera 1,78 euro. La media nazionale, nel frattempo, scende sotto la soglia di 2 euro per il diesel (1,987 euro) e 1,74 euro per la benzina (1,735 euro). Tra le principali città, Salerno non fa eccezione: i distributori locali mostrano variazioni minime, con ribassi che difficilmente superano i 10 centesimi al litro.Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, in Campania la riduzione dei prezzi è stata «meno della metà di quanto previsto». Per un pieno da 50 litri, il risparmio reale è di circa 5 euro, contro i 12 euro teorici. La forbice tra regioni è netta: Friuli Venezia Giulia registra sconti fino a 17,8 centesimi al litro, seguita da Toscana e Sardegna, mentre la Campania si colloca stabilmente in fondo alla classifica, insieme a Molise e Lazio.
Federconsumatori Campania segnala come solo il 30% dei benzinai abbia applicato correttamente il taglio, circa il 50% abbia ridotto i prezzi in misura parziale e un 20% non lo abbia ancora attuato. «Serve un incremento dei controlli da parte delle autorità», sottolinea Giovanni Berritto, presidente regionale, evidenziando come il quadro resti delicato. Il provvedimento ha validità limitata a 20 giorni e l’andamento dei mercati petroliferi lascia presagire ulteriori oscillazioni dei prezzi.
I consumatori salernitani si trovano così a fare i conti con un effetto ridotto della misura governativa, nonostante la diminuzione delle imposte fosse pensata per attenuare gli aumenti causati dalla crisi internazionale. La disparità rispetto ad altre regioni italiane rende evidente quanto la tempestività nell’applicazione dei tagli e la trasparenza nella comunicazione dei prezzi siano determinanti per garantire benefici concreti agli automobilisti.

