Approda in aula l’inchiesta sui crediti fiscali del Superbonus 110% maturati, secondo l’accusa, attraverso attestazioni non veritiere e interventi edilizi rimasti sulla carta in diversi comuni del Cilento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la citazione diretta a giudizio per una società e tre professionisti, chiamati a rispondere, in concorso, di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel registro degli imputati figurano la legale rappresentante della società coinvolta, 38 anni, originaria dell’Irpinia, un progettista e direttore dei lavori di 45 anni residente ad Agropoli e un tecnico asseveratore di 69 anni di Pollica. Le contestazioni riguardano interventi su immobili appartenenti a due sorelle di Castellabate, che avevano sottoscritto un contratto con l’impresa per usufruire delle agevolazioni fiscali, delegando alla stessa sia l’esecuzione delle opere sia la gestione dell’iter amministrativo.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la documentazione tecnica prodotta avrebbe consentito di maturare crediti poi in parte ceduti a terzi e utilizzati in compensazione. Nel fascicolo è inserita anche l’ipotesi di emissione di fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo di circa 168mila euro.
Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza della Compagnia di Agropoli su delega della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Le proprietarie degli immobili, assistite dall’avvocato Carmine Vitagliano, sostengono di aver subito un danno economico e morale per la mancata realizzazione degli interventi programmati.
Alla società viene inoltre contestata la responsabilità amministrativa dell’ente per l’assenza di modelli organizzativi idonei a prevenire i reati ipotizzati, che sarebbero stati commessi nell’interesse e a vantaggio dell’impresa. L’inchiesta si inserisce in un più ampio quadro di controlli avviati nel territorio cilentano sull’utilizzo dei bonus edilizi, con verifiche mirate sulla regolarità delle asseverazioni e sulla corretta formazione dei crediti fiscali. Sarà ora il dibattimento a stabilire la fondatezza delle accuse e le eventuali responsabilità.
Superbonus nel mirino: crediti per 184mila euro senza lavori
Al centro del procedimento vi è la gestione di pratiche connesse al Superbonus 110%, con la contestazione di aver generato crediti d’imposta per oltre 184mila euro mediante certificazioni ritenute false. Gli inquirenti ipotizzano che siano stati attestati stati di avanzamento lavori e spese tecniche relativi a opere di ristrutturazione che non sarebbero mai state completate o che sarebbero state eseguite solo parzialmente.Nel registro degli imputati figurano la legale rappresentante della società coinvolta, 38 anni, originaria dell’Irpinia, un progettista e direttore dei lavori di 45 anni residente ad Agropoli e un tecnico asseveratore di 69 anni di Pollica. Le contestazioni riguardano interventi su immobili appartenenti a due sorelle di Castellabate, che avevano sottoscritto un contratto con l’impresa per usufruire delle agevolazioni fiscali, delegando alla stessa sia l’esecuzione delle opere sia la gestione dell’iter amministrativo.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la documentazione tecnica prodotta avrebbe consentito di maturare crediti poi in parte ceduti a terzi e utilizzati in compensazione. Nel fascicolo è inserita anche l’ipotesi di emissione di fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo di circa 168mila euro.
Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza della Compagnia di Agropoli su delega della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Le proprietarie degli immobili, assistite dall’avvocato Carmine Vitagliano, sostengono di aver subito un danno economico e morale per la mancata realizzazione degli interventi programmati.
Alla società viene inoltre contestata la responsabilità amministrativa dell’ente per l’assenza di modelli organizzativi idonei a prevenire i reati ipotizzati, che sarebbero stati commessi nell’interesse e a vantaggio dell’impresa. L’inchiesta si inserisce in un più ampio quadro di controlli avviati nel territorio cilentano sull’utilizzo dei bonus edilizi, con verifiche mirate sulla regolarità delle asseverazioni e sulla corretta formazione dei crediti fiscali. Sarà ora il dibattimento a stabilire la fondatezza delle accuse e le eventuali responsabilità.

