Si apre un caso complesso a Nocera Inferiore che intreccia diritto allo studio, decisioni giudiziarie e tutela dei minori. Al centro della vicenda c’è un ragazzo di 11 anni, affetto da disturbo dello spettro autistico, coinvolto in un contenzioso che ha avuto effetti diretti sul suo percorso scolastico come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La situazione ha subito una brusca inversione nel mese di gennaio, quando un provvedimento del Tribunale amministrativo regionale ha disposto il ritorno del ragazzo alla scuola primaria. La decisione è arrivata in seguito a un ricorso presentato dal padre e ha determinato un cambio immediato di ciclo scolastico, con l’inserimento del minore in una classe quinta di un istituto comprensivo differente rispetto a quello precedentemente frequentato.
Successivamente, la madre ha impugnato il provvedimento davanti al Consiglio di Stato, che nelle ultime ore ha disposto la sospensione dell’efficacia della sentenza del Tar. Nonostante questo, il ragazzo risulta ancora collocato nella classe di scuola primaria, in attesa dell’adeguamento formale da parte dell’istituto scolastico.
La famiglia evidenzia le ricadute della vicenda sul benessere del minore. Secondo quanto dichiarato, il cambiamento repentino delle abitudini quotidiane e la perdita dei riferimenti costruiti nei mesi precedenti avrebbero inciso negativamente sull’equilibrio psicofisico del ragazzo. In particolare, viene sottolineato l’impatto della discontinuità educativa su un percorso già caratterizzato da esigenze specifiche legate alla condizione clinica.
Sul piano didattico, la madre contesta la legittimità del provvedimento originario. Viene infatti evidenziato come il ragazzo avesse completato il ciclo della scuola primaria con esiti positivi e come, nel primo periodo della scuola media, avesse raggiunto risultati considerati adeguati. Inoltre, si sottolinea che non vi sarebbe stata una valutazione formale di non ammissione da parte degli organi scolastici competenti.
La richiesta avanzata è quella di un immediato ripristino della situazione precedente, con il reinserimento del minore nella classe di prima media già frequentata. La vicenda resta aperta e in attesa di ulteriori sviluppi, mentre prosegue una fase di incertezza che coinvolge direttamente il percorso educativo e personale del ragazzo.
Studente autistico riportato alle elementari: il Consiglio di Stato frena il Tar
Il minore, iscritto regolarmente alla prima classe della scuola secondaria di primo grado dall’inizio dell’anno scolastico 2025, aveva avviato il proprio inserimento nel nuovo contesto educativo senza particolari criticità. Secondo quanto riferito dalla madre, il processo di integrazione risultava positivo sia sotto il profilo didattico sia sul piano relazionale.La situazione ha subito una brusca inversione nel mese di gennaio, quando un provvedimento del Tribunale amministrativo regionale ha disposto il ritorno del ragazzo alla scuola primaria. La decisione è arrivata in seguito a un ricorso presentato dal padre e ha determinato un cambio immediato di ciclo scolastico, con l’inserimento del minore in una classe quinta di un istituto comprensivo differente rispetto a quello precedentemente frequentato.
Successivamente, la madre ha impugnato il provvedimento davanti al Consiglio di Stato, che nelle ultime ore ha disposto la sospensione dell’efficacia della sentenza del Tar. Nonostante questo, il ragazzo risulta ancora collocato nella classe di scuola primaria, in attesa dell’adeguamento formale da parte dell’istituto scolastico.
La famiglia evidenzia le ricadute della vicenda sul benessere del minore. Secondo quanto dichiarato, il cambiamento repentino delle abitudini quotidiane e la perdita dei riferimenti costruiti nei mesi precedenti avrebbero inciso negativamente sull’equilibrio psicofisico del ragazzo. In particolare, viene sottolineato l’impatto della discontinuità educativa su un percorso già caratterizzato da esigenze specifiche legate alla condizione clinica.
Sul piano didattico, la madre contesta la legittimità del provvedimento originario. Viene infatti evidenziato come il ragazzo avesse completato il ciclo della scuola primaria con esiti positivi e come, nel primo periodo della scuola media, avesse raggiunto risultati considerati adeguati. Inoltre, si sottolinea che non vi sarebbe stata una valutazione formale di non ammissione da parte degli organi scolastici competenti.
La richiesta avanzata è quella di un immediato ripristino della situazione precedente, con il reinserimento del minore nella classe di prima media già frequentata. La vicenda resta aperta e in attesa di ulteriori sviluppi, mentre prosegue una fase di incertezza che coinvolge direttamente il percorso educativo e personale del ragazzo.

