Il contrasto al disagio giovanile nel Salernitano si arricchisce diI un nuovo pilastro: il piano di alfabetizzazione emotiva varato dall'Asl Salerno. Attraverso il Dipartimento di Salute Mentale, l'azienda sanitaria scende in campo accanto agli istituti scolastici per insegnare ai ragazzi a dare un nome alle proprie emozioni e, soprattutto, a disinnescare l'aggressività prima che si traduca in atti di violenza.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare la scuola in una "comunità resiliente" capace di neutralizzare i comportamenti violenti senza però bollare lo studente come un nemico irrecuperabile come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il piano si integra in una cornice educativa che sta già cambiando il volto delle scuole salernitane. I dati parlano chiaro: oltre il 90% degli istituti ha già bandito i cellulari dalle aule, una mossa che ha restituito centralità alla relazione umana e alla concentrazione. Con l'80% delle scuole che ha adottato sistemi di custodia per i dispositivi e una crescente partecipazione delle famiglie, Salerno si candida a diventare un modello di educazione digitale e affettiva, dove la parola sostituisce la minaccia e la gestione del conflitto diventa una materia d'esame per la vita.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare la scuola in una "comunità resiliente" capace di neutralizzare i comportamenti violenti senza però bollare lo studente come un nemico irrecuperabile come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'Asl lancia il "corso di gestione della rabbia" per gli studenti
Il progetto mette a disposizione dei presidi una squadra multidisciplinare composta da psicologi e neuropsichiatri infantili, pronti a intervenire non solo nelle emergenze, ma attraverso sportelli di ascolto e percorsi di consapevolezza. Un passaggio fondamentale del documento riguarda la gestione del "palcoscenico": i ragazzi vengono istruiti a non diventare spettatori compiacenti dei bulli, poiché l'aggressività si nutre spesso dello sguardo del gruppo. Chiedere l'aiuto di un adulto, in questo nuovo paradigma, viene promosso come un atto di responsabilità civica e non più come una semplice "delazione".Il piano si integra in una cornice educativa che sta già cambiando il volto delle scuole salernitane. I dati parlano chiaro: oltre il 90% degli istituti ha già bandito i cellulari dalle aule, una mossa che ha restituito centralità alla relazione umana e alla concentrazione. Con l'80% delle scuole che ha adottato sistemi di custodia per i dispositivi e una crescente partecipazione delle famiglie, Salerno si candida a diventare un modello di educazione digitale e affettiva, dove la parola sostituisce la minaccia e la gestione del conflitto diventa una materia d'esame per la vita.

