Un’inchiesta della Procura di Avellino accende i riflettori sul distretto conciario di Solofra e su una presunta evasione fiscale costruita, secondo l’accusa, attraverso un sistema di fatture per operazioni inesistenti.
Sono 74 le persone indagate nell’ambito del fascicolo coordinato dal sostituto procuratore Cecilia De Angelis e sviluppato dalla Guardia di Finanza – Nucleo di polizia economico-finanziaria di Avellino. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari riguarda tre anni d’imposta e un ammontare di imposte non versate che, secondo la ricostruzione investigativa, supera i 7,6 milioni di euro.
Al centro dell’indagine la Grimaldi Trade srl
Il cuore dell’inchiesta è rappresentato dalla Grimaldi Trade srl, società con sede legale e operativa a Solofra, attiva nella preparazione e concia del cuoio e della pelle.
Secondo gli inquirenti, l’azienda guidata da Antonio Grimaldi avrebbe indicato in bilancio, per gli anni d’imposta 2022, 2023 e 2024, costi che non sarebbero mai stati realmente sostenuti.
Il meccanismo contestato riguarderebbe fatture emesse da fornitori diretti per presunti acquisti di pelli che, nella prospettazione della Procura, non sarebbero mai avvenuti.
L’evasione ipotizzata, tra Ires e Iva, viene quantificata in 3.986.376,30 euro per il 2022, 2.550.411,97 euro per il 2023 e 1.146.883,30 euro per il 2024.
La rete di società tra Avellino, Salerno, Napoli e Benevento
Secondo gli investigatori, dietro le fatture contestate ci sarebbe una filiera di imprese individuali e società con sedi nelle province di Avellino, Salerno, Napoli e Benevento.
Alcune di queste realtà, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero risultate prive di una reale struttura organizzativa, di personale o di una sede effettivamente riconoscibile.
Tra le società e ditte citate negli atti figurano Al World di Salvati Andrea, Black Skin, Euro Group, Eurocommerce di Pisciotta Carmen, Multiservice & Car, R.G., New Group Italia, Italian Style, World Skins Trade e Solofra Corporation.
La contestazione riguarda fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, ai sensi degli articoli 2 e 8 del decreto legislativo 74 del 2000.
Coinvolti anche altri settori
L’indagine non si fermerebbe al comparto conciario. Secondo gli atti, lo stesso schema sarebbe stato utilizzato anche da imprese attive in altri settori economici.
Nel fascicolo compaiono aziende legate all’edilizia, al commercio all’ingrosso di abbigliamento e materiali da costruzione, al comparto chimico e alle telecomunicazioni.
Tra le realtà citate figurano DE.SCO di Scafati, ISC, UDI, Build di Casoria, le ditte individuali di Alessandro Tortoriello e Carmine Ferrante, oltre alle società Eni Call ed Enel Call di Aversa e Cesa.
Complessivamente, tra presunti fornitori fittizi e utilizzatori delle fatture, le posizioni coinvolte superano le sessanta unità, tra ditte individuali e società di capitali.
La fase processuale
L’avviso di chiusura delle indagini preliminari apre ora la fase prevista dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale.
Gli indagati avranno 20 giorni per presentare memorie, chiedere di essere interrogati dalla Guardia di Finanza o sollecitare ulteriori accertamenti al pubblico ministero.
Solo dopo questa fase la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Gli indagati identificati e le difese
Nell’elenco notificato dalla Procura figurano anche 26 posizioni coperte da omissis. Tra i nominativi riportati negli atti compaiono:
Antonio Grimaldi, assistito dall’avvocato Marino Capone; Andrea Salvati, difeso d’ufficio dall’avvocata Anna Caserta; Michele Barrella, assistito dall’avvocato Pasqualino Flammia; Aniello Romano, assistito dall’avvocato Marino Capone; Annamaria Di Gregorio, assistita dall’avvocato Nello Pizza; Mohamed Yaser Hantaya, difeso d’ufficio dall’avvocata Anna Caserta; Carmen Pisciotta, assistita dall’avvocato Gennaro Marco Apicella; Giuseppe Romano, Graziano Alberto Aufiero, Domenico Romano e Generoso Giaquinto, assistiti dall’avvocato Marino Capone.
Figurano inoltre Biagio Pirolo, assistito dall’avvocato Edoardo Volino; Maria Romano, assistita dall’avvocato Giovanni Gigantino; Ivan Aragione, assistito dall’avvocato Giuseppe Di Gregorio; Luigi Penna, assistito dall’avvocato Francesco Filodemo; Luca Valentino, assistito dall’avvocato Fabio Tulimiero; Antonio Giannattasio, assistito dall’avvocato Mauro Iannone; Pierpaolo Coppola, assistito dall’avvocata Eliana Giugliano.
Tra gli altri nomi indicati: Gaetano Scaturro, assistito dall’avvocata Giovanna Coppola; Alessandro Tortoriello, assistito dall’avvocato Gianfranco Orsino; Carmine Ferrante, assistito dall’avvocato Mauro Iannone; Cristian Di Matteo, assistito dall’avvocato Filippo Santagata; Francesco Buonincontri, assistito dall’avvocato Stefano Orteca; Ernesto Langella, assistito dall’avvocato Gennaro Marco Apicella.
Compaiono poi Andrea Oropallo, Tommaso Taddeo, Mario Flammia, Giovanni Coppola, Raffaele Sautto, Stefano Giella, Modestino Junior Tosone, Francesco Pio Manzo, Rosaria Ponticelli, Emiliana Varriale, Daniele Sellitto, Carlo Matarazzo, Bartolomeo Orefice, Giovanni Piscopo, Giovanna Milanese e Federico Tobino, difesi d’ufficio dall’avvocata Anna Caserta.
Infine, risultano indicati anche Fabiola Roxana Russo, assistita dall’avvocata Maddalena Corbisiero; Antonio Zarro, assistito dall’avvocato Giancarlo Saveriano; Luca Attianese, assistito dall’avvocata Rosaria Vietri; Antonio De Stefano, assistito dall’avvocato Raffaele Tecce; Alfredo Galdi, assistito dall’avvocato Gianluca Picarella; Pasquale De Maio, assistito dall’avvocato Saverio Vignola; Ciro Scognamiglio, assistito dall’avvocato Antonio Borrelli; e Braian Iannone, assistito dall’avvocata Eliana Giugliano.
L’atto porta la data del 6 agosto ed è stato depositato in segreteria il giorno successivo.

