È morto Shozo Tanaka, uomo sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. L'uomo è scomparso pochi giorni dopo il 77° anniversario di quell'evento che segnò la storia dell'umanità, oltre alla sua vita. Padenghe sul Garda (nel Bresciano) dà l'addio a Shozo Tanaka, 85enne fondatore e titolare dell'azienda florovivaistica specializzata in bonsai che porta il suo nome e che lui gestiva con la moglie Tomoko Ikeda e i figli Kimiharu e Kiminori.
Morto Shozo Tanaka, sopravvissuto alla bomba atomica
Il 6 agosto 1945, quando sulla sua città natale venne sganciata la bomba
Little Boy, Tanaka aveva nove anni e si trovava a scuola: "
È stato come una lampada che si accendeva, una grande luce arancione - raccontava qualche anno fa -
Un rumore fortissimo. Tutto l'edificio ha vibrato. Il cielo cambiava colore di continuo: rosso, blu, giallo".
Ricordi che ha portato con sé per tutta la vita, nonostante l'abbia poi trascorsa lontano dal Giappone: dopo aver imparato il mestiere di sessatore di pulcini (ovvero a certificarne il sesso non appena usciti dall'uovo), si è infatti trasferito per lavoro prima in Svezia e poi in Spagna, Svizzera, Francia e finalmente in Italia, a Ferrara.
La vita in Italia
Nel 1960 è arrivato a Desenzano e dal 1988 era stabilmente residente a Padenghe, dove le colline e l'acqua gli ricordavano i paesaggi giapponesi della sua infanzia. Ha dedicato gli ultimi anni della propria vita alla passione per i bonsai, che vedeva come espressione della natura in completa antitesi agli orrori della guerra conosciuti così da vicino.
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Ci ha lasciato una persona stimatissima nel mondo del bonsai, che godeva di grande ammirazione per la sua attività, sia come bonsaista sia come uomo - si legge nel messaggio di cordoglio affidato ai social dall'Unione Bonsaisti Italiani -
La nostra associazione si stringe al cordoglio della famiglia, ricordando un grande uomo che ci ha dato molto".
I messaggi per Shozo Tanaka
E chi l'ha conosciuto sottolinea come abbia contribuito a "far avanzare tutto il movimento dei bonsai con il suo lavoro e il suo esempio silenzioso". C'è chi lo definisce "una grandissima persona, a cui è stato fatto vivere il peggio dell'umanità". Non mancano le testimonianze di ammiratori che ora promettono di impegnarsi per tramandarne gli insegnamenti: "Quand'ero venuto a visitare il tuo giardino, mi avevi fatto uscire da lì con un'unica promessa in testa: che un giorno avrei avuto anch'io delle piante come le tue - scrive uno di loro - Ciao, Maestro".