Il dibattito bioetico e politico si in tutta la regione a causa delle due proposte di legge relative al suicidio assistito, attualmente al vaglio del Consiglio Regionale della Campania. I due testi normativi, presentati rispettivamente dalle forze politiche del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, hanno registrato la netta e ferma opposizione dell'intero associazionismo cattolico locale.
Una fitta rete di sigle confessionali – tra cui il Forum delle Associazioni Familiari, la Pastorale Familiare, la Caritas e le Aggregazioni laicali – ha espresso un forte stato di apprensione per l'iter legislativo in corso.
La contestazione sollevata dal comparto cattolico regionale punta il dito contro la natura stessa dei provvedimenti, accusati di non essere affatto neutrali sotto il profilo etico. Secondo le associazioni firmatarie, i testi proposti configurano la persona malata come un individuo isolato dal proprio contesto affettivo, escludendo totalmente dal percorso assistenziale la rete dei caregiver, i nuclei familiari, il volontariato e le strutture sociali del territorio. I rappresentanti religiosi evidenziano come la sanità pubblica non dovrebbe limitarsi a disciplinare le procedure di fine vita, bensì potenziare in modo strutturale le reti di cure palliative e il sostegno alla fragilità.
L'associazionismo ha quindi formulato una richiesta ufficiale ai vertici del Consiglio Regionale per fermare la discussione tecnica in aula e dare il via a una grande consultazione pubblica che coinvolga esperti di bioetica, istituzioni, operatori sanitari e realtà del terzo settore. Sotto il profilo strettamente politico, i rappresentanti del mondo cattolico saranno con ogni probabilità convocati per un ciclo di audizioni formali presso la Commissione Politiche Sociali. Resta tuttavia da verificare la tenuta della maggioranza per una sintesi dei due testi in Aula e il definitivo orientamento del presidente della Regione Roberto Fico sulla materia.
Una fitta rete di sigle confessionali – tra cui il Forum delle Associazioni Familiari, la Pastorale Familiare, la Caritas e le Aggregazioni laicali – ha espresso un forte stato di apprensione per l'iter legislativo in corso.
Scontro sul fine vita in Campania, il mondo cattolico si schiera contro i progetti di legge regionale
I disegni di legge presentati a Palazzo Santa Lucia non hanno la facoltà di regolamentare la materia sotto il profilo penale, competenza che resta una prerogativa esclusiva del Parlamento nazionale, ma puntano a ridefinire i compiti organizzativi della sanità pubblica campana. L'obiettivo delle proposte è dare attuazione pratica ai paletti già fissati dalla Corte Costituzionale, garantendo percorsi amministrativi chiari, commissioni mediche dedicate e risposte in tempi rapidi per i malati terminali affetti da patologie irreversibili, scongiurando lunghe e dolorose battaglie giudiziarie per chi si trova in una condizione di estrema sofferenza fisica.La contestazione sollevata dal comparto cattolico regionale punta il dito contro la natura stessa dei provvedimenti, accusati di non essere affatto neutrali sotto il profilo etico. Secondo le associazioni firmatarie, i testi proposti configurano la persona malata come un individuo isolato dal proprio contesto affettivo, escludendo totalmente dal percorso assistenziale la rete dei caregiver, i nuclei familiari, il volontariato e le strutture sociali del territorio. I rappresentanti religiosi evidenziano come la sanità pubblica non dovrebbe limitarsi a disciplinare le procedure di fine vita, bensì potenziare in modo strutturale le reti di cure palliative e il sostegno alla fragilità.
L'associazionismo ha quindi formulato una richiesta ufficiale ai vertici del Consiglio Regionale per fermare la discussione tecnica in aula e dare il via a una grande consultazione pubblica che coinvolga esperti di bioetica, istituzioni, operatori sanitari e realtà del terzo settore. Sotto il profilo strettamente politico, i rappresentanti del mondo cattolico saranno con ogni probabilità convocati per un ciclo di audizioni formali presso la Commissione Politiche Sociali. Resta tuttavia da verificare la tenuta della maggioranza per una sintesi dei due testi in Aula e il definitivo orientamento del presidente della Regione Roberto Fico sulla materia.

