Venerdì 11 e sabato 12 settembre è in programma uno sciopero presso i porti di Napoli, Salerno e Castellammare. Al centro della protesta i finanziamenti introdotti con il Decreto Rilancio del 2020 e successivamente prorogati. Lo riporta Il Mattino.
Alla base della protesta c’è la contestazione rivolta all’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, accusata di non avere riconosciuto alla Compagnia Portuale Flavio Gioia di Salerno i contributi previsti per il 2025 e il 2026 dal Decreto Rilancio del 2020. Si tratta della misura introdotta durante l’emergenza Covid e successivamente prorogata per affrontare anche le conseguenze delle crisi geopolitiche intervenute negli anni. Il provvedimento permette alle autorità portuali di utilizzare risorse economiche per compensare la riduzione dei turni di lavoro delle compagnie portuali, assumendo come parametro il numero di turni svolti nel 2019.
Di diverso avviso è il presidente dell’Adsp Eliseo Cuccaro, secondo il quale la vicenda deve essere valutata considerando l'intero quadro. Cuccaro sottolinea infatti che lo scalo salernitano sta aumentando i propri volumi di traffico, mentre il numero dei turni effettuati dalla Compagnia Portuale continua a diminuire. «È evidente - spiega - che c’è un problema strutturale, sono cambiati i meccanismi di fruizione e domanda del lavoro».
Il presidente evidenzia inoltre che l'impiego di fondi pubblici, peraltro disponibili in quantità limitata, richiede valutazioni attente. A questo si aggiunge una scadenza ormai vicina: tra meno di dodici mesi terminerà la licenza della Flavio Gioia. «Il servizio andrà rimesso a gara e quindi rimodulato sulle summenzionate evoluzioni della domanda», osserva Cuccaro.
Resta poi una questione che, secondo il presidente, dovrà essere affrontata anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali: «Come mai la compagnia di Salerno, oggi, ha più del doppio dei lavoratori di quella di Napoli, malgrado il porto del capoluogo sia ben più grande?». La priorità, spiega Cuccaro, deve essere quella di garantire nel medio periodo la continuità occupazionale, anche valutando una collaborazione con la Regione. «Ed è ad esso che vanno destinate le risorse a disposizione», conclude.
La contrapposizione è destinata a produrre conseguenze anche perché le segreterie regionali dei sindacati dei trasporti hanno ricevuto subito manifestazioni di solidarietà provenienti da altre regioni. La vertenza che riguarda la Flavio Gioia di Salerno potrebbe così inaugurare un nuovo confronto sul modo in cui le Adsp gestiscono e destinano i finanziamenti pubblici.
Finora, infatti, le difficoltà economiche legate al pagamento dei lavoratori sono state spesso compensate dagli stessi imprenditori, che hanno accettato di sostenere turni non strettamente necessari pur di garantire occupazione. Adesso, però, i privati stanno riducendo le proprie disponibilità economiche e le criticità accumulate stanno emergendo con maggiore evidenza.
Stop ai fondi: 48 ore di sciopero presso i porti di Napoli, Salerno e Castellammare
Venerdì 11 e sabato 12 settembre resteranno ferme le attività nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare. È stato proclamato uno sciopero della durata di 48 ore dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Trasporti, che coinvolgerà tutti i lavoratori delle imprese portuali, delle compagnie e dei terminalisti, oltre al personale dell’ente e delle stazioni marittime.Alla base della protesta c’è la contestazione rivolta all’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, accusata di non avere riconosciuto alla Compagnia Portuale Flavio Gioia di Salerno i contributi previsti per il 2025 e il 2026 dal Decreto Rilancio del 2020. Si tratta della misura introdotta durante l’emergenza Covid e successivamente prorogata per affrontare anche le conseguenze delle crisi geopolitiche intervenute negli anni. Il provvedimento permette alle autorità portuali di utilizzare risorse economiche per compensare la riduzione dei turni di lavoro delle compagnie portuali, assumendo come parametro il numero di turni svolti nel 2019.
Il confronto
I sindacati sostengono che l’Autorità portuale, pur in presenza delle condizioni necessarie per avanzare la richiesta, non abbia stanziato nel proprio bilancio le somme necessarie a sostenere le imprese che hanno registrato un numero di turni inferiore rispetto al 2019, una situazione attribuita al difficile scenario internazionale che aveva spinto Governo e Parlamento a intervenire con specifiche misure. Secondo le organizzazioni sindacali, qualora questa scelta venisse confermata, si tratterebbe di una decisione priva di logica rispetto alla funzione di supporto che spetta alle Adsp.Di diverso avviso è il presidente dell’Adsp Eliseo Cuccaro, secondo il quale la vicenda deve essere valutata considerando l'intero quadro. Cuccaro sottolinea infatti che lo scalo salernitano sta aumentando i propri volumi di traffico, mentre il numero dei turni effettuati dalla Compagnia Portuale continua a diminuire. «È evidente - spiega - che c’è un problema strutturale, sono cambiati i meccanismi di fruizione e domanda del lavoro».
Il presidente evidenzia inoltre che l'impiego di fondi pubblici, peraltro disponibili in quantità limitata, richiede valutazioni attente. A questo si aggiunge una scadenza ormai vicina: tra meno di dodici mesi terminerà la licenza della Flavio Gioia. «Il servizio andrà rimesso a gara e quindi rimodulato sulle summenzionate evoluzioni della domanda», osserva Cuccaro.
Resta poi una questione che, secondo il presidente, dovrà essere affrontata anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali: «Come mai la compagnia di Salerno, oggi, ha più del doppio dei lavoratori di quella di Napoli, malgrado il porto del capoluogo sia ben più grande?». La priorità, spiega Cuccaro, deve essere quella di garantire nel medio periodo la continuità occupazionale, anche valutando una collaborazione con la Regione. «Ed è ad esso che vanno destinate le risorse a disposizione», conclude.
La contrapposizione è destinata a produrre conseguenze anche perché le segreterie regionali dei sindacati dei trasporti hanno ricevuto subito manifestazioni di solidarietà provenienti da altre regioni. La vertenza che riguarda la Flavio Gioia di Salerno potrebbe così inaugurare un nuovo confronto sul modo in cui le Adsp gestiscono e destinano i finanziamenti pubblici.
Finora, infatti, le difficoltà economiche legate al pagamento dei lavoratori sono state spesso compensate dagli stessi imprenditori, che hanno accettato di sostenere turni non strettamente necessari pur di garantire occupazione. Adesso, però, i privati stanno riducendo le proprie disponibilità economiche e le criticità accumulate stanno emergendo con maggiore evidenza.

