Prende il via oggi lo sciopero degli avvocati penalisti di Salerno e si protrarrà fino al 22 aprile. La mobilitazione nasce dall'esigenza di denunciare una serie di problematiche che mettono in difficoltà la categoria. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Il verbale inviato alle autorità giudiziarie locali sottolinea ulteriori criticità, come i ritardi nell’inizio delle udienze, raramente avviate prima delle ore 10. Questo comporta lunghe attese che ostacolano l'organizzazione del lavoro degli avvocati, costretti a dover destreggiarsi tra più procedimenti in tempi ravvicinati. A questo si aggiunge la prassi, divenuta comune negli ultimi mesi, di rinviare processi da un giorno all'altro senza preavviso adeguato, una gestione che rende impossibile una pianificazione efficiente della presenza degli avvocati alle udienze e dimostra scarso riguardo per i loro impegni professionali e personali.
Salerno, penalisti in sciopero per otto giorni: denunciano gravi criticità
Ha preso il via oggi l'astensione degli avvocati penalisti salernitani dalle attività giudiziarie, una manifestazione di protesta che, come deciso durante l'assemblea straordinaria di marzo della Camera Penale di Salerno, presieduta dall'avvocato Michele Sarno, si protrarrà fino al 22 aprile. La mobilitazione nasce dall'esigenza di denunciare una serie di problematiche che mettono in difficoltà la categoria. Tra queste, spiccano i gravi ritardi nell'emissione dei decreti di liquidazione, che in alcuni casi raggiungono i due anni, e le criticità legate agli orari delle udienze collegiali e predibattimentali, ai rinvii frequenti e alla situazione critica del Tribunale di Sorveglianza.Le motivazioni della protesta
Nel corso dell'assemblea straordinaria sono stati evidenziati ritardi ritenuti intollerabili nell'emissione dei decreti di liquidazione per le difese d'ufficio e i gratuiti patrocini, che possono prolungarsi fino a due anni o oltre. Secondo il presidente Sarno e la Camera Penale di Salerno, questa lentezza ostacola gravemente l'esercizio della funzione difensiva e viola il diritto dei professionisti a ottenere compensi tempestivi per il lavoro svolto, soprattutto in favore delle fasce più deboli. Ciò mina non solo la sostenibilità economica degli studi legali, ma anche la dignità della professione forense.Il verbale inviato alle autorità giudiziarie locali sottolinea ulteriori criticità, come i ritardi nell’inizio delle udienze, raramente avviate prima delle ore 10. Questo comporta lunghe attese che ostacolano l'organizzazione del lavoro degli avvocati, costretti a dover destreggiarsi tra più procedimenti in tempi ravvicinati. A questo si aggiunge la prassi, divenuta comune negli ultimi mesi, di rinviare processi da un giorno all'altro senza preavviso adeguato, una gestione che rende impossibile una pianificazione efficiente della presenza degli avvocati alle udienze e dimostra scarso riguardo per i loro impegni professionali e personali.

