A Sarno torna al centro del dibattito politico la vicenda dei risarcimenti ai familiari delle vittime della frana del 5 maggio 1998. La questione è approdata anche in Consiglio comunale, dopo la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che ha condannato il Comune a un esborso milionario. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Sarno, risarcimenti per la frana del 1998: polemica sul mancato ricorso in Cassazione
Il nodo principale non riguarda soltanto l’entità dei risarcimenti, ma soprattutto il mancato ricorso in Cassazione contro la decisione d’appello. Secondo il gruppo consiliare di Forza Italia, l’amministrazione avrebbe lasciato scadere i termini per impugnare la sentenza, con il rischio di provocare un danno economico-finanziario molto pesante per l’ente.
Per i consiglieri di opposizione, il Comune di Sarno sarebbe ora chiamato a versare 4,8 milioni di euro. Una cifra che, secondo Forza Italia, potrebbe incidere in modo significativo sulle casse comunali e aprire una fase di forte difficoltà finanziaria.
L’attacco di Forza Italia
Le consigliere di Forza Italia parlano di una vicenda grave sul piano politico e amministrativo. «Non si è trattato di un disguido burocratico, ma di una grave negligenza politica e amministrativa», affermano, contestando la mancata impugnazione della sentenza nei tempi previsti dalla legge.
L’opposizione ricorda che, in primo grado, tutti gli enti convenuti erano risultati vittoriosi per intervenuta prescrizione. In appello, invece, la sentenza ha condannato il solo Comune di Sarno al pagamento di somme plurimilionarie. Secondo Forza Italia, il mancato ricorso avrebbe impedito alla Corte di Cassazione di valutare un possibile errore della Corte d’Appello.
Le richieste all’amministrazione
Il gruppo consiliare chiede ora chiarezza su quanto accaduto e sulle responsabilità interne. Le domande riguardano, in particolare, chi abbia ricevuto la sentenza d’appello e in quale data, chi fosse tenuto ad avviare l’iter per il ricorso e quali iniziative il sindaco intenda assumere nei confronti della dirigente-segretario comunale, dell’assessore competente e del responsabile finanziario.

