Cronaca

Sarno, atti sessuali con un minorenne in cambio di costosi regali: 26enne condannato a cinque anni

Martina Francione
Sarno, atti sessuali con un minorenne in cambio di costosi regali: 26enne condannato a cinque anni
Immagine di repertorio

Cinque anni di reclusione. È la condanna pronunciata in primo grado dal Gup del Tribunale di Nocera Inferiore nei confronti di un 26enne di Sarno, finito a processo con l’accusa di atti sessuali aggravati nei confronti di un ragazzo di 13 anni. Il procedimento è stato definito con rito abbreviato. La Procura aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Sarno, atti sessuali con un minorenne in cambio di costosi regali: 26enne condannato a cinque anni

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore e condotta dalla Squadra Mobile di Salerno insieme agli agenti del locale Commissariato di Polizia, era partita circa un anno fa. A far scattare gli accertamenti era stata la denuncia presentata dal padre del minorenne. L’uomo si era insospettito dopo aver visto il figlio tornare a casa con un paio di scarpe particolarmente costose, del valore di circa 700 euro, senza riuscire a ottenere spiegazioni convincenti sulla loro provenienza. Il genitore aveva quindi consegnato agli investigatori anche un file audio contenente alcune conversazioni tra il figlio e l’uomo successivamente identificato nel 26enne.

Il racconto del minorenne agli inquirenti

Durante le indagini il 13enne era stato ascoltato dal magistrato con l’assistenza di uno psicologo. Il ragazzo aveva ricostruito la vicenda e riferito di aver conosciuto l’imputato attraverso un coetaneo.

Successivamente il minore era stato nuovamente ascoltato nell’ambito di un incidente probatorio, rispondendo alle domande delle parti. Secondo l’impostazione accusatoria, il 26enne avrebbe compiuto atti di natura sessuale nei confronti del ragazzo collegandoli alla promessa o alla consegna di regali, tra cui le costose scarpe.

La condanna 

Nel corso delle indagini preliminari era stata applicata al 26enne una misura cautelare, poi sostituita dopo alcuni mesi. L’uomo aveva fornito al Gip la propria versione dei fatti. La Procura aveva successivamente chiesto il giudizio immediato, ritenendo sussistente un quadro probatorio tale da procedere direttamente al processo. Al termine del rito abbreviato, la pubblica accusa ha chiesto sei anni di reclusione. Il Gup ha disposto invece una condanna a cinque anni. 

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