La Giunta Regionale della Campania ha approvato la delibera n. 461 del 6 agosto 2026 nel tentativo di sbloccare la vertenza relativa ai tetti di spesa per la radioterapia ed evitare l'interruzione di prestazioni sanitarie indifferibili e salvavita.
Il provvedimento conferma per l'anno in corso le soglie finanziarie già stabilite per il 2025, introducendo però correttivi volti ad attenuare la regressione tariffaria sugli sforamenti residui (pari a oltre 38 milioni di euro per il 2025) e prevedendo, dal primo luglio, l'erogazione di acconti mensili pari all'80% della produzione rendicontata.
Nonostante il tentativo di mediazione dell'amministrazione regionale, l'associazione di categoria SNR ha espresso un giudizio critico tramite Bruno Accarino, definendo il provvedimento un "pallido tentativo" che non risolve il problema di fondo della sottostima delle risorse destinate ai malati oncologici.
Pur apprezzando il lavoro d'ascolto condotto sul piano tecnico dal responsabile della programmazione Ugo Trama e dai componenti del Gabinetto regionale, il sindacato sollecita l'istituzione entro il 31 agosto del tavolo tecnico permanente previsto dalla delibera e richiede un coinvolgimento politico diretto del vertice della sanità campana in vista della programmazione per il 2027.
Il provvedimento conferma per l'anno in corso le soglie finanziarie già stabilite per il 2025, introducendo però correttivi volti ad attenuare la regressione tariffaria sugli sforamenti residui (pari a oltre 38 milioni di euro per il 2025) e prevedendo, dal primo luglio, l'erogazione di acconti mensili pari all'80% della produzione rendicontata.
Sanità in Campania, delibera sui tetti di spesa della radioterapia
All'origine dell'impennata dei costi figura l'applicazione del nuovo nomenclatore tariffario nazionale (LEA): pur a fronte di un incremento di assistiti contenuto allo 0,9% (da 13.736 a 13.864 pazienti), la spesa regionale per le cure radioterapiche è balzata tra il 2024 e il 2025 da 68,2 a 124,6 milioni di euro (+82,6%). Il sistema regionale fa un affidamento cruciale sulle strutture private accreditate, che coprono circa il 69% delle prestazioni di radioterapia sul territorio campano.Nonostante il tentativo di mediazione dell'amministrazione regionale, l'associazione di categoria SNR ha espresso un giudizio critico tramite Bruno Accarino, definendo il provvedimento un "pallido tentativo" che non risolve il problema di fondo della sottostima delle risorse destinate ai malati oncologici.
Pur apprezzando il lavoro d'ascolto condotto sul piano tecnico dal responsabile della programmazione Ugo Trama e dai componenti del Gabinetto regionale, il sindacato sollecita l'istituzione entro il 31 agosto del tavolo tecnico permanente previsto dalla delibera e richiede un coinvolgimento politico diretto del vertice della sanità campana in vista della programmazione per il 2027.

