La battaglia per il diritto alla salute nel Cilento approda ad Ascea, dove un documento programmatico verrà consegnato direttamente nelle mani del governatore Roberto Fico. L'incontro, fissato presso la Fondazione Alario, rappresenta il primo atto formale di un fronte comune nato per denunciare lo stato di precarietà in cui versano i presidi sanitari del comprensorio e del Vallo di Diano come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il comitato punta a scuotere i vertici regionali per ottenere soluzioni strutturali che vadano oltre la logica dell'emergenza. L'obiettivo è colmare i vuoti d'organico che oggi limitano le prestazioni e garantire tempi di assistenza dignitosi a una popolazione vasta e spesso geograficamente isolata. La consegna del dossier a Fico è solo l'inizio di una mobilitazione che promette di allargarsi a macchia d'olio, coinvolgendo l'intera cittadinanza in una lotta per la difesa dei servizi essenziali nel Mezzogiorno.
Sanità cilentana al collasso, piano di rilancio a Fico
A guidare la mobilitazione è un nuovo comitato di esperti e amministratori, coordinato da figure storiche della sanità locale come Pantaleo Palladino e Adriano De Vita, già vertici del "San Luca" di Vallo della Lucania. La piattaforma di richieste, scaturita da un summit che ha visto la partecipazione compatta di sindaci e primari, mette al centro la necessità di interventi non più rimandabili: assunzioni di nuovo personale, ammodernamento dei reparti esistenti e, soprattutto, la riapertura di un pronto soccorso operativo ad Agropoli, snodo fondamentale per gestire i flussi, specialmente durante l'alta stagione turistica.Il comitato punta a scuotere i vertici regionali per ottenere soluzioni strutturali che vadano oltre la logica dell'emergenza. L'obiettivo è colmare i vuoti d'organico che oggi limitano le prestazioni e garantire tempi di assistenza dignitosi a una popolazione vasta e spesso geograficamente isolata. La consegna del dossier a Fico è solo l'inizio di una mobilitazione che promette di allargarsi a macchia d'olio, coinvolgendo l'intera cittadinanza in una lotta per la difesa dei servizi essenziali nel Mezzogiorno.

