Salerno registra un forte aumento degli incassi legati alla tassa di soggiorno. Al 14 giugno 2026 il Comune ha incassato 614.447,43 euro, contro i 446.622,12 euro dello stesso periodo del 2025. Una crescita di quasi 168mila euro che conferma il buon momento del turismo cittadino. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Salerno, turismo in crescita: tassa di soggiorno oltre quota 614mila euro nei primi mesi del 2026
I dati aggiornati al 14 giugno raccontano una prima parte dell’anno particolarmente positiva per il settore turistico salernitano. Rispetto al 2025, l’incremento degli incassi è pari a 167.825,31 euro, con una crescita che si avvicina al 37,6%. Un dato significativo, soprattutto perché maturato prima dei mesi centrali dell’estate, quando solitamente si concentra una parte importante dei flussi turistici. Il capoluogo arriva quindi all’alta stagione con numeri già superiori a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
A incidere in modo rilevante sul risultato è stata soprattutto la crescita registrata tra maggio e la prima metà di giugno. In questo periodo il gettito della tassa di soggiorno ha raggiunto 285.955,25 euro. Nel 2025, nello stesso arco temporale, gli incassi erano stati pari a 155.924,82 euro. L’aumento supera quindi i 130mila euro, con una crescita dell’83,4%.
Particolarmente evidente il dato di maggio: dagli 26.639,24 euro del 2025 si è passati ai 79.194,36 euro del 2026. Un risultato quasi triplicato, che evidenzia la capacità della città di attrarre visitatori anche nei mesi primaverili.
Salerno sempre più destinazione autonoma
I numeri confermano una trasformazione già in atto da tempo. Salerno non è più soltanto un punto di passaggio verso Costiera Amalfitana, Cilento o Paestum. La città sta progressivamente assumendo il ruolo di destinazione turistica autonoma, capace di trattenere visitatori e generare pernottamenti. A contribuire a questo risultato sono diversi elementi: il centro storico, il lungomare, il porto turistico, il traffico crocieristico, i collegamenti via mare con la Costiera e la crescita delle strutture ricettive.
Il gettito della tassa di soggiorno riflette anche una distribuzione più ampia delle presenze turistiche. I 614mila euro incassati nei primi mesi dell’anno possono essere associati a diverse centinaia di migliaia di pernottamenti, sulla base delle aliquote applicate dalle strutture cittadine.
Il dato indica una presenza turistica meno concentrata solo nei mesi estivi o nel periodo delle Luci d’Artista e sempre più distribuita lungo l’intero calendario. La crescita degli incassi ha anche un valore importante per il Comune. La tassa di soggiorno rappresenta infatti una risorsa destinata al miglioramento dei servizi turistici, alla promozione del territorio, alla manutenzione urbana e all’accoglienza.
L’aumento registrato tra gennaio e metà giugno lascia intravedere prospettive favorevoli per il resto dell’anno. Con luglio e agosto ancora da contabilizzare e con una stagione crocieristica in corso, il 2026 potrebbe avvicinarsi ai migliori risultati mai registrati dal capoluogo.

