Sono state depositate le motivazioni della Corte d'Appello di Salerno, con le quali sono stati condannati due marocchini, autori dello
stupro sulla spiaggia di
Santa Teresa, nel maggio 2016. La
vittima ebbe un
comportamento anomalo ma la violenza ci fu.
Stupro a Santa Teresa
I giudici hanno spiegato che la vittima dello stupro di Santa Teresa, sin dall'approccio iniziale con i due, aveva mantenuto un
comportamento anomalo. La donna era scesa in spiaggia all'una di notte, dando confidenza a due sconosciuti, poi si era intrattenuta con loro per bere birra e chiacchierare, ricevendo anche delle carinerie.
Poi, pur percependo la situazione di
pericolo, non si era allontanata. Uno dei due si limitò a guardarla, poi l'aveva toccata nelle
parti intime. Secondo il collegio, la donna invece di fuggire, invitò uno dei due in auto, per evitare che si
rendesse irreperibile. Riuscendo, così, ad assicurarlo ai carabinieri.
La conferma dello stupro
La visita ginecologica e i segni sul collo e le braccia
confermarono la
violenza. La donna fu trovata scalza e in preda ad uno stato confusionale, mentre uno dei suoi aggressori era ubriaco, con la cerniera dei pantaloni abbassata.