All'esito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania due medici in servizio presso una clinica privata della provincia di Salerno convenzionata con il Servizio sanitario nazionale sono stati sospesi per un anno, mentre un terzo medico è stato destinatario di un sequestro patrimoniale.
Come denunciato dal Nursind Salerno le accuse parlano di interventi eseguiti senza autorizzazione e di cartelle cliniche incomplete o con indicazioni non corrispondenti alla realtà. Un episodio che scuote l’intero territorio e mette nuovamente al centro il tema dei controlli sulle strutture accreditate.
Il Nursind Salerno ritiene indispensabile fare chiarezza, senza equivoci e senza indugi. «Siamo allibiti, ma purtroppo non sorpresi - afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale Nursind Salerno -. Sono fatti che non possono passare sotto silenzio. Quando c’è di mezzo la salute dei cittadini e vengono utilizzati fondi pubblici, ogni zona d’ombra è inaccettabile».
È poi necessario verificare se la clinica avesse controllato le autorizzazioni dei professionisti e se abbia ottenuto rimborsi economici per prestazioni che potrebbero risultare non conformi. Altro aspetto fondamentale riguarda i pazienti: erano regolarmente inseriti nelle liste d’attesa pubbliche o venivano dirottati direttamente nella struttura convenzionata?
Per il Nursind, questo episodio impone una riflessione più ampia sul rapporto tra pubblico e privato. «Le strutture convenzionate ricevono risorse pubbliche per garantire un servizio ai cittadini, non per competere con l’ospedale pubblico. Se viene meno la fiducia, va valutata anche la revoca della convenzione», prosegue Tomasco.
Il Nursind chiede quindi che l’Asl Salerno risponda pubblicamente ai quesiti posti e comunichi ufficialmente gli esiti delle verifiche avviate. «Serve trasparenza. Serve chiarezza. Lo dobbiamo ai cittadini e a tutti gli operatori che ogni giorno lavorano rispettando le regole», conclude Tomasco.
Come denunciato dal Nursind Salerno le accuse parlano di interventi eseguiti senza autorizzazione e di cartelle cliniche incomplete o con indicazioni non corrispondenti alla realtà. Un episodio che scuote l’intero territorio e mette nuovamente al centro il tema dei controlli sulle strutture accreditate.
Salerno, sospesi due medici di una clinica privata: si indaga su interventi e cartelle cliniche
In una clinica privata convenzionata della provincia di Salerno, due medici sono stati sospesi per un anno e un terzo ha subito un sequestro patrimoniale. Le accuse parlano di interventi eseguiti senza autorizzazione e di cartelle cliniche incomplete o con indicazioni non corrispondenti alla realtà. Un episodio che scuote l’intero territorio e mette nuovamente al centro il tema dei controlli sulle strutture accreditate.Il Nursind Salerno ritiene indispensabile fare chiarezza, senza equivoci e senza indugi. «Siamo allibiti, ma purtroppo non sorpresi - afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale Nursind Salerno -. Sono fatti che non possono passare sotto silenzio. Quando c’è di mezzo la salute dei cittadini e vengono utilizzati fondi pubblici, ogni zona d’ombra è inaccettabile».
I punti da chiarire
Il Nursind provinciale pone all’Asl Salerno una serie di domande che, a suo avviso, non possono restare senza risposta. In primo luogo, occorre capire se i medici coinvolti abbiano rispettato i loro obblighi nelle strutture pubbliche di appartenenza e se le liste d’attesa nei loro reparti siano rimaste ferme mentre si operava altrove.È poi necessario verificare se la clinica avesse controllato le autorizzazioni dei professionisti e se abbia ottenuto rimborsi economici per prestazioni che potrebbero risultare non conformi. Altro aspetto fondamentale riguarda i pazienti: erano regolarmente inseriti nelle liste d’attesa pubbliche o venivano dirottati direttamente nella struttura convenzionata?
La nota del Nursind
«Non stiamo accusando l’intero settore privato convenzionato – precisa Tomasco –. Ma se emergono casi così gravi, è doveroso verificare tutto, fino in fondo. Perché quando una clinica lavora con soldi pubblici, deve garantire trasparenza assoluta e rispetto delle regole, senza eccezioni».Per il Nursind, questo episodio impone una riflessione più ampia sul rapporto tra pubblico e privato. «Le strutture convenzionate ricevono risorse pubbliche per garantire un servizio ai cittadini, non per competere con l’ospedale pubblico. Se viene meno la fiducia, va valutata anche la revoca della convenzione», prosegue Tomasco.
Il Nursind chiede quindi che l’Asl Salerno risponda pubblicamente ai quesiti posti e comunichi ufficialmente gli esiti delle verifiche avviate. «Serve trasparenza. Serve chiarezza. Lo dobbiamo ai cittadini e a tutti gli operatori che ogni giorno lavorano rispettando le regole», conclude Tomasco.

