A pochi mesi dalla tregua che aveva portato allo sblocco degli stipendi arretrati, torna a infiammarsi lo scontro sindacale alla Bamar Italia di Salerno, azienda specializzata nella gestione e nel rifornimento di distributori automatici di snack e bevande.
Per denunciare pubblicamente il muro alzato dalla proprietà e fare il punto sulla vertenza, la Cisal Metalmeccanici ha convocato un bllitz-conferenza stampa proprio davanti ai cancelli della fabbrica, in programma domani, venerdì 19 giugno 2026 alle ore 10:00.
I vertici della sigla sindacale hanno espresso profonda amarezza per l'atteggiamento dei vertici aziendali, accusati di ignorare i decreti contrattuali e i diritti minimi dei lavoratori:
«In cinquant’anni di storia sindacale è la prima volta che mi trovo davanti a una situazione di sostanziale non riconoscimento della rappresentanza sindacale», attacca con durezza Gigi Vicinanza, dirigente nazionale della Cisal Metalmeccanici. «Questo comportamento ostacola la tutela dei lavoratori e rende impossibile risolvere le questioni nodali su straordinari, indennità e ferie. Bisogna ristabilire immediatamente corrette relazioni industriali».
Alle parole di Vicinanza fanno eco quelle di Bruno Granozio, rappresentante sindacale aziendale (Rsa) all'interno del sito salernitano: «I dipendenti hanno già dimostrato un immenso senso di responsabilità nei mesi passati, affrontando sacrifici personali e l'incertezza del futuro. Oggi non chiediamo favori, ma il semplice rispetto degli accordi scritti. È inaccettabile che si debba ancora litigare per il pagamento dello straordinario o per un diritto sacrosanto come le ferie».
La revoca dello stato di agitazione dello scorso inverno — arrivata solo dopo duri scioperi e un presidio permanente che avevano costretto la Bamar a liquidare le mensilità arretrate — sembrava aver incanalato la vertenza su binari pacifici. Il dietrofront della dirigenza sulle tutele accessorie ha però riaperto la ferita. La Cisal Metalmeccanici chiede ora la convocazione di un tavolo di confronto urgente e definitivo, avvertendo che, in assenza di risposte immediate e strutturali sul rispetto del CCNL di categoria, la protesta potrebbe inasprirsi già a partire dalle prossime settimane.
Salerno, nuova crisi alla Bamar: sindacati contro l'azienda
I 14 dipendenti dello stabilimento di via Tiberio Claudio Felice 46, nella zona industriale del capoluogo, sono pronti a incrociare nuovamente le braccia. Al centro della nuova ondata di proteste ci sono gravi inadempienze contrattuali: il mancato riconoscimento economico delle ore di lavoro straordinario, il mancato versamento delle indennità di cassa e le sistematiche barriere burocratiche che ostacolano la normale fruizione delle ferie maturate.Per denunciare pubblicamente il muro alzato dalla proprietà e fare il punto sulla vertenza, la Cisal Metalmeccanici ha convocato un bllitz-conferenza stampa proprio davanti ai cancelli della fabbrica, in programma domani, venerdì 19 giugno 2026 alle ore 10:00.
I vertici della sigla sindacale hanno espresso profonda amarezza per l'atteggiamento dei vertici aziendali, accusati di ignorare i decreti contrattuali e i diritti minimi dei lavoratori:
«In cinquant’anni di storia sindacale è la prima volta che mi trovo davanti a una situazione di sostanziale non riconoscimento della rappresentanza sindacale», attacca con durezza Gigi Vicinanza, dirigente nazionale della Cisal Metalmeccanici. «Questo comportamento ostacola la tutela dei lavoratori e rende impossibile risolvere le questioni nodali su straordinari, indennità e ferie. Bisogna ristabilire immediatamente corrette relazioni industriali».
Alle parole di Vicinanza fanno eco quelle di Bruno Granozio, rappresentante sindacale aziendale (Rsa) all'interno del sito salernitano: «I dipendenti hanno già dimostrato un immenso senso di responsabilità nei mesi passati, affrontando sacrifici personali e l'incertezza del futuro. Oggi non chiediamo favori, ma il semplice rispetto degli accordi scritti. È inaccettabile che si debba ancora litigare per il pagamento dello straordinario o per un diritto sacrosanto come le ferie».
La revoca dello stato di agitazione dello scorso inverno — arrivata solo dopo duri scioperi e un presidio permanente che avevano costretto la Bamar a liquidare le mensilità arretrate — sembrava aver incanalato la vertenza su binari pacifici. Il dietrofront della dirigenza sulle tutele accessorie ha però riaperto la ferita. La Cisal Metalmeccanici chiede ora la convocazione di un tavolo di confronto urgente e definitivo, avvertendo che, in assenza di risposte immediate e strutturali sul rispetto del CCNL di categoria, la protesta potrebbe inasprirsi già a partire dalle prossime settimane.

