A Mercatello l’associazione Nuova Gioventù Balnea denuncia la mancata rimozione di un’imbarcazione nonostante la diffida della Capitaneria di Porto di Salerno. Pronto un esposto in Procura. Lo riporta SalernoToday.
Mercatello, barca non rimossa dopo l’ordine della Capitaneria: l’associazione annuncia esposto
Nuova segnalazione di presunta occupazione irregolare e degrado nell’area della spiaggia Balnea, nel quartiere Mercatello. A denunciare la situazione è l’associazione “Nuova Gioventù Balnea”, che gestisce lo spazio e annuncia la richiesta di intervento alle autorità competenti, riservandosi di presentare un esposto alla Procura in assenza di riscontri.
La diffida della Capitaneria
Il 25 novembre scorso la Capitaneria di Porto di Salerno aveva notificato un atto formale ai proprietari o agli utilizzatori di un’imbarcazione presente da tempo sull’arenile, imponendone la rimozione entro il primo dicembre. L’avviso, affisso direttamente sul natante, richiamava le sanzioni previste dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione in caso di mancato rispetto dell’ordine.
La denuncia dell’associazione
Secondo quanto riferito dall’associazione sui propri canali social, il provvedimento non sarebbe stato eseguito. Nei giorni successivi, le mareggiate avrebbero inoltre trascinato la barca sul piazzale comunale adiacente alla spiaggia.
Non solo: nelle immediate vicinanze dell’imbarcazione sarebbero stati abbandonati anche materiali di risulta, aggravando lo stato dell’area pubblica. Per i rappresentanti di “Nuova Gioventù Balnea”, la mancata ottemperanza alla diffida potrebbe configurare ulteriori profili di responsabilità, sia amministrativi sia penali, oltre a determinare la prosecuzione di un’occupazione ritenuta irregolare di suolo pubblico.
La richiesta di intervento
L’associazione sollecita verifiche e provvedimenti tempestivi per ripristinare la legalità in uno spazio – sottolineano – destinato ad attività sociali e inclusive, con particolare attenzione a persone con disabilità, anziani e cittadini in condizioni di fragilità. In mancanza di interventi concreti, l’organizzazione fa sapere di essere pronta a rivolgersi alla Procura della Repubblica.

