L'attesa per il ritorno in classe negli edifici storici di Salerno rischia di trasformarsi in un'odissea senza fine. Due dei principali interventi finanziati con i fondi europei per l'edilizia scolastica sono finiti nel congelatore, trasformando i cantieri della città in monumenti all'immobilità. Al centro delle polemiche ci sono la scuola "Nicola Abbagnano" e la media di piazza Ovidio Serino, entrambe accomunate da un destino di transenne e silenzi come riportato dal quotidiano La Città.
Il paradosso è tutto nei finanziamenti del PNRR: i soldi ci sono, ma le impalcature restano deserte. Per le famiglie salernitane, la preoccupazione è che i "trasferimenti temporanei" delle attività didattiche possano diventare definitivi, mentre le scuole di quartiere restano imprigionate in una burocrazia che sembra incapace di trasformare i fondi in aule sicure e moderne.
Salerno, l'incognita PNRR: plessi chiusi e lavori al palo tra centro e Torrione
In via Cesare Battisti, il cronoprogramma per l'adeguamento sismico della "Abbagnano" è ormai carta straccia: la data di consegna, fissata per novembre, è svanita insieme agli operai, nonostante il trasloco forzato degli alunni alla "Tafuri" fosse stato presentato come un sacrificio necessario per la rapidità dei lavori. Non va meglio a Torrione Alto, dove l'istituto di piazza Serino appare come un relitto urbano, sospeso tra la necessità di riqualificazione e un'operatività che non è mai decollata.
Il paradosso è tutto nei finanziamenti del PNRR: i soldi ci sono, ma le impalcature restano deserte. Per le famiglie salernitane, la preoccupazione è che i "trasferimenti temporanei" delle attività didattiche possano diventare definitivi, mentre le scuole di quartiere restano imprigionate in una burocrazia che sembra incapace di trasformare i fondi in aule sicure e moderne.

