La consegna della bandiera dell’EUSA, dall’Università degli Studi di Salerno a Spalato, ha segnato ufficialmente la chiusura di EUG Salerno 2026, la prima edizione italiana dei Giochi Universitari Europei. In un tripudio di suoni e colori, con gli atleti, i volontari, il personale dell’Ateneo di Salerno, dell’ADISURC, del CUS e dei dirigenti di EUSA, tutti con il cuore a mille e gli occhi inumiditi, è calato il sipario su quella, che per diretta ammissione del popolo universitario, è stata l’edizione più bella e coinvolgente dei Giochi Universitari Europei.
Salerno ha accolto e stretto in un caldo abbraccio i “suoi” 5000 visitatori, ha saputo offrire cortesia e gentilezza ed è stata ampiamente ripagata dalla riconoscenza delle delegazioni, dalla riconoscibilità che non potrà più essere cancellata. Il cuore pulsante degli EUG è stato rappresentato dall’Ateneo di Salerno, L’Università degli Studi, capace di superare a pieni voti un esame complesso e delicato come l’organizzazione di un evento sportivo internazionale multisport.
Giochi Universitari Europei, cala il sipario a Salerno: 5mila visitatori e un Campus in festa
Le piccole e fisiologiche discrepanze sono, infatti, state ampiamente compensate dal clima magico creatosi intorno al Campus di Fisciano, ai campi di gara dell’Ateneo e del territorio, dalla disponibilità ed i sorrisi dei volontari, degli uomini e delle donne dell’imponente macchina organizzativa.Salerno ha accolto e stretto in un caldo abbraccio i “suoi” 5000 visitatori, ha saputo offrire cortesia e gentilezza ed è stata ampiamente ripagata dalla riconoscenza delle delegazioni, dalla riconoscibilità che non potrà più essere cancellata. Il cuore pulsante degli EUG è stato rappresentato dall’Ateneo di Salerno, L’Università degli Studi, capace di superare a pieni voti un esame complesso e delicato come l’organizzazione di un evento sportivo internazionale multisport.

