Lo scontro sul maxi-appalto da 23 milioni di euro per la difesa del litorale di Salerno tra Torrione e Pastena è ormai totale.
Il Consorzio Infratech, l'azienda vincitrice della commessa, ha rotto il silenzio respingendo al mittente le accuse di inadempienze e l'utilizzo di materiali non idonei che avevano spinto il commissario straordinario Vincenzo Panico a bloccare i cantieri a maggio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Dall'altra parte della barricata, l'amministrazione guidata da Vincenzo De Luca sembra ormai intenzionata a procedere verso la rescissione del contratto. A conferma di questa linea, il Comune ha già affidato alla ditta Igeo Sas l'incarico di effettuare carotaggi e indagini geognostiche per accertare lo spessore del materiale ritenuto non conforme. Nella nota ufficiale, il consorzio ha inoltre rivelato un retroscena sulla natura dei lavori: l'offerta originaria prevedeva l'uso di sabbie marine prelevate dal porto Marina d'Arechi, ma il rifiuto di Palazzo di Città avrebbe costretto i costruttori a ripiegare su materiali estratti da cave terrestri. Con le due posizioni ormai inconciliabili e lo spettro di una lunga battaglia legale, il futuro della costa salernitana e la balneabilità delle spiagge restano in forte dubbio.
Il Consorzio Infratech, l'azienda vincitrice della commessa, ha rotto il silenzio respingendo al mittente le accuse di inadempienze e l'utilizzo di materiali non idonei che avevano spinto il commissario straordinario Vincenzo Panico a bloccare i cantieri a maggio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Salerno, caos ripascimento spiagge
Secondo i vertici della società, ogni singolo granello di sabbia impiegato per l'allargamento dell'arenile sarebbe stato preventivamente analizzato in laboratorio, campionato e formalmente autorizzato dalla stessa Direzione dei Lavori del Comune di Salerno. L'impresa ha definito le recenti contestazioni dell'ente di via Roma un "maldestro tentativo" di scaricare sui privati i ritardi e le inefficienze della macchina burocratica pubblica.Dall'altra parte della barricata, l'amministrazione guidata da Vincenzo De Luca sembra ormai intenzionata a procedere verso la rescissione del contratto. A conferma di questa linea, il Comune ha già affidato alla ditta Igeo Sas l'incarico di effettuare carotaggi e indagini geognostiche per accertare lo spessore del materiale ritenuto non conforme. Nella nota ufficiale, il consorzio ha inoltre rivelato un retroscena sulla natura dei lavori: l'offerta originaria prevedeva l'uso di sabbie marine prelevate dal porto Marina d'Arechi, ma il rifiuto di Palazzo di Città avrebbe costretto i costruttori a ripiegare su materiali estratti da cave terrestri. Con le due posizioni ormai inconciliabili e lo spettro di una lunga battaglia legale, il futuro della costa salernitana e la balneabilità delle spiagge restano in forte dubbio.

