Salernitana, la Serie B passa dal primo posto: playoff a 28 squadre e una sola promozione in palio
La Salernitana riparte in Serie C con un obiettivo dichiarato: il primo posto. Il precedente Benevento e i playoff a 28 squadre spiegano perché

La nuova Serie C della Salernitana parte da un dato che non lascia margini: delle sessanta squadre del campionato, ogni anno salgono in B soltanto quattro. Le tre che vincono i gironi, più una sola dall’imbuto dei playoff. È il motivo per cui a Salerno la parola d’ordine della stagione, prima ancora del calendario, è primo posto.
Quattro promozioni, una sola dai playoff
Il formato spiega da solo le gerarchie degli obiettivi. Chi non vince il girone entra in un tabellone da 28 squadre, dove condizione, episodi e calendario contano quanto la forza della rosa. I granata lo hanno imparato sul campo pochi mesi fa: terzo posto nel girone C dopo un’andata chiusa da capolista, poi il lungo cammino playoff terminato in semifinale, mentre la promozione è andata all’Ascoli, capace di battere 3-0 l’Union Brescia in finale.
Il precedente che pesa di più resta però quello del Benevento: la squadra poi salita in B ha strappato il primo posto proprio alla Salernitana nel girone di ritorno, con una rosa costruita per la categoria superiore.
Le mosse del mercato e le aspettative
Da qui nascono le richieste presentate da Serse Cosmi nella prima conferenza stampa stagionale: due difensori e un trequartista, con una rosa da “integrare e sfoltire, contemporaneamente”. Il tecnico ha citato apertamente il precedente sannita: “Lo scorso anno le squadre che hanno vinto avevano giocatori veramente forti”.
Le attese sulla squadra si leggono intanto anche fuori da Salerno. Sulle lavagne dei bookmaker la Serie C occupa spazi molto diversi: alcuni operatori si fermano alle partite del fine settimana, altri aprono anche i mercati antepost sul girone. Chi vuole sapere quali concessionari quotano il campionato granata, e con quali mercati, può verificarlo consultando un portale come Sitiscommesse.
Toccherà ora al direttore Faggiano tradurre le indicazioni del tecnico in operazioni concrete, tra gli innesti richiesti e le uscite ancora da definire.




