Domani, martedì 16 giugno 2026, il borgo storico di Roscigno Vecchia soprannominato la "Pompei del XX secolo" da Mario A. De Cunzo sarà teatro di una giornata di lavoro importante.
L'incontro si pone l'obiettivo di delineare strategie innovative per il rilancio culturale, sociale e territoriale del borgo. Questo antico paese, soprannominato la "Pompei del XX secolo" da Mario A. De Cunzo, il primo Soprintendente ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e Avellino, sorge nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Oggi completamente disabitato a causa di un graduale abbandono iniziato all'inizio del Novecento a causa dei problemi di franabilità, Roscigno Vecchia conserva un prezioso patrimonio storico e culturale che ne fa un simbolo unico della memoria locale.
La nuova fase di valorizzazione del sito si muove in sintonia con i principi del Piano Olivetti per la Cultura, promuovendo iniziative che mirano a coniugare sviluppo economico, progresso sociale e il mantenimento dell'identità territoriale. Le attività progettuali riflettono i valori ispirati dalla Convenzione di Faro, con l'intento di consolidare l'identità del borgo come museo a cielo aperto e laboratorio innovativo dedicato alla cultura.
Il fulcro della giornata sarà la riflessione sul coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto sulla partecipazione attiva della comunità locale. Uno dei principali obiettivi è sensibilizzare i cittadini affinché si riapproprino del loro patrimonio culturale e diventino protagonisti della sua tutela e promozione.
Tra le attività legate al rilancio figurano le ricerche archeologiche in corso presso l’area di Monte Pruno, all'interno del territorio comunale di Roscigno. Questo sito, tra i più significativi insediamenti storici dell’entroterra campano, è oggetto di un progetto di scavo archeologico condotto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in stretta collaborazione con la Soprintendenza e il Ministero della Cultura. Le recenti riprese delle indagini porteranno nuova luce su questo patrimonio dall'inestimabile valore storico.
Ad accompagnare questi sforzi è il costante supporto della Fondazione Monte Pruno, che da anni sostiene le iniziative volte alla valorizzazione della cultura locale. Il desiderio condiviso è quello di sviluppare un modello innovativo di gestione partecipativa che metta al centro le comunità e il loro diritto a preservare ed ereditare un patrimonio culturale unico nel suo genere.
Roscigno Vecchia è la Pompei del XX secolo: un modello di rinascita tra la Convenzione di Faro e il Piano Olivetti per la Cultura
Domani, martedì 16 giugno 2026, il borgo storico di Roscigno Vecchia sarà teatro di un'importante giornata di lavoro. L'evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (ABAP) di Salerno e Avellino, in collaborazione con il Comune di Roscigno e la Pro Loco Roscigno Vecchia, con il contributo di una vasta rete di attori istituzionali, economici e sociali.L'incontro si pone l'obiettivo di delineare strategie innovative per il rilancio culturale, sociale e territoriale del borgo. Questo antico paese, soprannominato la "Pompei del XX secolo" da Mario A. De Cunzo, il primo Soprintendente ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e Avellino, sorge nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Oggi completamente disabitato a causa di un graduale abbandono iniziato all'inizio del Novecento a causa dei problemi di franabilità, Roscigno Vecchia conserva un prezioso patrimonio storico e culturale che ne fa un simbolo unico della memoria locale.
La nuova fase di valorizzazione del sito si muove in sintonia con i principi del Piano Olivetti per la Cultura, promuovendo iniziative che mirano a coniugare sviluppo economico, progresso sociale e il mantenimento dell'identità territoriale. Le attività progettuali riflettono i valori ispirati dalla Convenzione di Faro, con l'intento di consolidare l'identità del borgo come museo a cielo aperto e laboratorio innovativo dedicato alla cultura.
Il fulcro della giornata sarà la riflessione sul coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto sulla partecipazione attiva della comunità locale. Uno dei principali obiettivi è sensibilizzare i cittadini affinché si riapproprino del loro patrimonio culturale e diventino protagonisti della sua tutela e promozione.
Tra le attività legate al rilancio figurano le ricerche archeologiche in corso presso l’area di Monte Pruno, all'interno del territorio comunale di Roscigno. Questo sito, tra i più significativi insediamenti storici dell’entroterra campano, è oggetto di un progetto di scavo archeologico condotto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in stretta collaborazione con la Soprintendenza e il Ministero della Cultura. Le recenti riprese delle indagini porteranno nuova luce su questo patrimonio dall'inestimabile valore storico.
Ad accompagnare questi sforzi è il costante supporto della Fondazione Monte Pruno, che da anni sostiene le iniziative volte alla valorizzazione della cultura locale. Il desiderio condiviso è quello di sviluppare un modello innovativo di gestione partecipativa che metta al centro le comunità e il loro diritto a preservare ed ereditare un patrimonio culturale unico nel suo genere.

