Roscigno si conferma avamposto di civiltà e accoglienza con l’arrivo di una famiglia palestinese composta da mamma Renad e dai suoi cinque figli. L’iniziativa rientra in un corridoio umanitario strutturato e rappresenta parte di un progetto di sostegno internazionale che vede il borgo impegnato attivamente nella protezione e integrazione di persone provenienti da zone di conflitto.
Il sindaco Pino Palmieri ha sottolineato il valore concreto di questa scelta, ribadendo che l’accoglienza non può limitarsi a un gesto simbolico o a parole. «La solidarietà – ha dichiarato – è una responsabilità verso chi fugge da guerre e ingiustizie. Accogliere significa riconoscere nell’altro una vita da proteggere, una storia da rispettare e un futuro da costruire insieme».
La comunità locale ha accolto la famiglia con partecipazione, trasformando l’arrivo di Renad e dei figli in un momento di crescita collettiva. L’esperienza punta a dimostrare come anche piccoli centri possano diventare protagonisti nella promozione della convivenza e del rispetto reciproco, traducendo i principi della solidarietà in azioni concrete capaci di generare un impatto reale sulla vita delle persone.
L’amministrazione comunale sottolinea inoltre che il progetto rappresenta un modello replicabile per altri borghi, evidenziando come la pace e l’integrazione si costruiscano quotidianamente a partire dalle comunità locali. Il messaggio di Roscigno è chiaro: offrire un nuovo inizio a chi è stato costretto a fuggire dalla propria terra è un dovere morale e civile, che rafforza la coesione e il senso di responsabilità collettiva.
Roscigno accoglie una famiglia palestinese
L’arrivo della famiglia è stato reso possibile tramite l’operazione Medevac, programma dedicato all’evacuazione medica e umanitaria di persone in condizioni di vulnerabilità a causa di guerre e crisi internazionali. Renad e i figli sono stati ospitati presso il centro Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione), struttura locale che garantisce un percorso di inserimento sociale dignitoso, oltre a fornire un alloggio adeguato.Il sindaco Pino Palmieri ha sottolineato il valore concreto di questa scelta, ribadendo che l’accoglienza non può limitarsi a un gesto simbolico o a parole. «La solidarietà – ha dichiarato – è una responsabilità verso chi fugge da guerre e ingiustizie. Accogliere significa riconoscere nell’altro una vita da proteggere, una storia da rispettare e un futuro da costruire insieme».
La comunità locale ha accolto la famiglia con partecipazione, trasformando l’arrivo di Renad e dei figli in un momento di crescita collettiva. L’esperienza punta a dimostrare come anche piccoli centri possano diventare protagonisti nella promozione della convivenza e del rispetto reciproco, traducendo i principi della solidarietà in azioni concrete capaci di generare un impatto reale sulla vita delle persone.
L’amministrazione comunale sottolinea inoltre che il progetto rappresenta un modello replicabile per altri borghi, evidenziando come la pace e l’integrazione si costruiscano quotidianamente a partire dalle comunità locali. Il messaggio di Roscigno è chiaro: offrire un nuovo inizio a chi è stato costretto a fuggire dalla propria terra è un dovere morale e civile, che rafforza la coesione e il senso di responsabilità collettiva.

