Villa Rufolo non è soltanto uno dei luoghi più visitati e amati di Ravello, ma anche uno spazio di confronto, studio e progettazione culturale. Il complesso monumentale affacciato sul mare ha ospitato una giornata dedicata ai suoi giardini, alla sua architettura e alla valorizzazione del paesaggio della Costiera Amalfitana.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, studiosi e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio storico, culturale, naturalistico e ambientale del territorio.
Gli interventi istituzionali
Ad aprire i lavori è stato Alessio Vlad, presidente della Fondazione Ravello, che ha sottolineato il ruolo della Fondazione come promotrice culturale del territorio.
Non solo musica, dunque, ma anche attenzione al paesaggio, all’ambiente e alla conservazione del patrimonio storico e naturale.
Sono intervenuti anche il sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, la soprintendente per i Beni Culturali di Avellino e Salerno Anna Onesti e, con un videomessaggio, Rossella Robusto, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Salerno.
Focus sul paesaggio agro-forestale
La prima sessione, coordinata da Riccardo Motti dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è stata dedicata al paesaggio agro-forestale della Costiera Amalfitana.
Francesco Ferrini, dell’Università degli Studi di Firenze, ha aperto gli interventi con una relazione sul tema della selezione delle specie arboree in città.
A seguire, Alessia Cozzolino ha approfondito il paesaggio agro-forestale della Costiera Amalfitana, mentre Antonio Di Gennaro si è soffermato sulla tutela e sulla gestione del paesaggio costiero.
La visita ai cantieri di Villa Rufolo
Tra la sessione mattutina e quella pomeridiana, i partecipanti hanno preso parte a una visita guidata all’interno di Villa Rufolo.
Durante il percorso sono stati illustrati gli interventi di manutenzione e valorizzazione attualmente in corso nel complesso monumentale.
In particolare, sono stati presentati i cantieri per il rifacimento del battuto dei viali e per il recupero delle balaustre in legno, opere pensate per conservare il sito e migliorarne la fruibilità.
La gestione dei giardini storici
Nel pomeriggio il confronto è proseguito con una sessione dedicata alla gestione dei giardini storici, coordinata da Giuliano Bonanomi, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Giulia Caneva, dell’Università Roma Tre, ha affrontato il tema della conservazione e valorizzazione congiunta del patrimonio naturale e culturale nei siti storici e archeologici.
Sono poi seguiti gli interventi di Bonanomi sul controllo fitosanitario nei giardini storici, di Giuseppe Cardiello sull’evoluzione della valutazione della stabilità degli alberi e di Chiara Cirillo sulla gestione del verde ornamentale.
Villa Rufolo come modello di tutela e valorizzazione
Il convegno ha confermato il ruolo di Villa Rufolo come laboratorio culturale e scientifico per la valorizzazione del paesaggio della Costiera Amalfitana.
Un’occasione di dialogo tra competenze diverse, unite dall’obiettivo di proteggere e rendere sempre più fruibile un patrimonio di straordinario valore storico, artistico, paesaggistico e ambientale.

