Il deputato di Forza Italia Attilio Pierro ha portato in Parlamento la questione delle nuove regole sulla pesca del tonno rosso, presentando un'interrogazione al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf). Nel mirino del parlamentare cilentano c'è il decreto del 1° aprile 2026, che definisce i criteri per la campagna di pesca professionale del triennio 2026-2028.
L'interrogazione punta a ottenere una revisione dei parametri ministeriali per includere le imbarcazioni tipiche della zona. Pierro sottolinea che permettere l'attività regolamentata a questi natanti sarebbe perfettamente coerente con le direttive internazionali dell'ICCAT e garantirebbe la sopravvivenza economica di comunità storicamente legate al mare, come Castellabate e Marina di Camerota.
Oltre alla modifica del testo normativo, il deputato sollecita l'apertura di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale. L'obiettivo è conciliare la salvaguardia della risorsa ittica con la sostenibilità economica delle imprese di pesca tradizionali, evitando che norme troppo rigide penalizzino proprio chi pratica una pesca sostenibile e identitaria per il territorio campano.
Quote Tonno Rosso: Pierro (FI) interroga il Masaf
Pur riconoscendo la novità positiva dell'introduzione di quote specifiche per la piccola pesca costiera, Pierro solleva un allarme per le imbarcazioni del litorale cilentano, da Agropoli a Sapri. Il rischio concreto, secondo il deputato, è che l'attuale formulazione del decreto escluda una fetta importante della flotta locale, in particolare i pescherecci di dimensioni comprese tra i 12 e i 14 metri.L'interrogazione punta a ottenere una revisione dei parametri ministeriali per includere le imbarcazioni tipiche della zona. Pierro sottolinea che permettere l'attività regolamentata a questi natanti sarebbe perfettamente coerente con le direttive internazionali dell'ICCAT e garantirebbe la sopravvivenza economica di comunità storicamente legate al mare, come Castellabate e Marina di Camerota.
Oltre alla modifica del testo normativo, il deputato sollecita l'apertura di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale. L'obiettivo è conciliare la salvaguardia della risorsa ittica con la sostenibilità economica delle imprese di pesca tradizionali, evitando che norme troppo rigide penalizzino proprio chi pratica una pesca sostenibile e identitaria per il territorio campano.

