Quello che doveva essere un gesto simbolico per celebrare la Pasqua si è trasformato in un caso istituzionale e giudiziario. Una scuola dell’infanzia paritaria di Giugliano in Campania è finita al centro di pesanti polemiche dopo aver donato ai propri piccoli alunni dei pulcini vivi da portare a casa, pubblicizzando l'iniziativa sui social. La denuncia della LAV (Lega Anti Vivisezione) ha innescato l'immediato intervento di Palazzo Santa Lucia, portando al sequestro sanitario degli animali.
Gli assessori regionali Fiorella Zabatta (Tutela Animali) e Andrea Morniroli (Scuola) hanno stigmatizzato l'episodio con una nota durissima, definendo l'accaduto "molto grave". Secondo gli esponenti della giunta, trasformare esseri viventi in strumenti didattici o gadget pasquali tradisce la missione educativa della scuola, che dovrebbe invece formare al rispetto e alla responsabilità. «Educare significa trasmettere rispetto, non utilizzare la vita per veicolare messaggi», hanno ribadito, sottolineando come la manipolazione di questi animali possa integrare il reato di detenzione incompatibile previsto dal Codice Penale.
Giacomo Bottinelli, responsabile dell'ufficio "A Scuola con LAV", ha evidenziato come la distribuzione massiva sia avvenuta in totale spregio delle Linee guida del Ministero dell'Istruzione sull'educazione civica. L'associazione punta l'indice sulla mancanza di criteri: regalare animali senza accertarsi delle competenze dei riceventi espone i pulcini a sofferenze estreme e a un'elevata mortalità. Le autorità continueranno a vigilare sull'istituto per accertare le responsabilità amministrative e penali di una scelta che ha scosso profondamente l'opinione pubblica campana.
Pulcini regalati all'asilo: bufera a Giugliano in Campania
La Regione Campania, in raccordo con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e le ASL competenti, ha disposto il richiamo immediato dei 60 pulcini distribuiti alle famiglie. Gli esemplari sono stati presi in carico dai veterinari per i controlli sanitari di rito e saranno trasferiti in strutture idonee a garantirne la sopravvivenza. La scuola, infatti, non possiede i requisiti normativi per la detenzione di tali animali e le famiglie, nella maggior parte dei casi, non dispongono degli spazi o delle lampade riscaldanti necessarie alla crescita di volatili così delicati.Gli assessori regionali Fiorella Zabatta (Tutela Animali) e Andrea Morniroli (Scuola) hanno stigmatizzato l'episodio con una nota durissima, definendo l'accaduto "molto grave". Secondo gli esponenti della giunta, trasformare esseri viventi in strumenti didattici o gadget pasquali tradisce la missione educativa della scuola, che dovrebbe invece formare al rispetto e alla responsabilità. «Educare significa trasmettere rispetto, non utilizzare la vita per veicolare messaggi», hanno ribadito, sottolineando come la manipolazione di questi animali possa integrare il reato di detenzione incompatibile previsto dal Codice Penale.
Giacomo Bottinelli, responsabile dell'ufficio "A Scuola con LAV", ha evidenziato come la distribuzione massiva sia avvenuta in totale spregio delle Linee guida del Ministero dell'Istruzione sull'educazione civica. L'associazione punta l'indice sulla mancanza di criteri: regalare animali senza accertarsi delle competenze dei riceventi espone i pulcini a sofferenze estreme e a un'elevata mortalità. Le autorità continueranno a vigilare sull'istituto per accertare le responsabilità amministrative e penali di una scelta che ha scosso profondamente l'opinione pubblica campana.

