La chiusura de La Sonrisa, la celebre struttura di Sant’Antonio Abate conosciuta dal grande pubblico come il Castello delle Cerimonie, si trasforma in una vertenza occupazionale sempre più pesante.
Dopo la revoca delle licenze commerciali, circa 150 lavoratori sono rimasti senza stipendio e con un futuro incerto. Per questo i dipendenti hanno annunciato una manifestazione davanti ai cancelli dell’hotel, chiedendo una soluzione che consenta almeno una riapertura temporanea per la stagione estiva.
La protesta davanti ai cancelli
La mobilitazione è prevista per mercoledì mattina alle 9.30 davanti all’ingresso della struttura.
L’iniziativa arriva dopo un incontro in Prefettura che, secondo i lavoratori, non avrebbe chiarito il destino occupazionale del personale. Da qui la decisione di scendere in piazza e chiedere attenzione pubblica su una situazione che riguarda decine di famiglie.
L’appello dei dipendenti è rivolto alla cittadinanza, ai colleghi, agli organi di informazione e a chiunque voglia sostenere la loro battaglia.
L’appello dei lavoratori
I dipendenti chiedono che si trovi una strada legale e amministrativa per consentire la riapertura della struttura almeno durante i mesi estivi.
L’obiettivo è salvaguardare il reddito delle famiglie coinvolte e impedire che la chiusura del complesso determini un danno sociale ancora più grave.
La frase che accompagna la mobilitazione è chiara: “Desideriamo rivederli aperti”, riferendosi ai cancelli dell’hotel oggi chiusi.
Un problema che coinvolge più territori
La crisi occupazionale legata a La Sonrisa non riguarda soltanto Sant’Antonio Abate.
Tra i lavoratori della struttura ci sono persone provenienti anche dalla Penisola Sorrentina e dai Monti Lattari, oltre che da altri comuni dell’area vesuviana e stabiese.
Per molte famiglie, il lavoro all’interno del Castello delle Cerimonie rappresentava una fonte fondamentale di reddito. La chiusura rischia quindi di produrre conseguenze economiche su un territorio più ampio.
La vicenda giudiziaria
Lo stop alle attività è legato alla complessa vicenda giudiziaria che ha interessato la struttura.
Nel febbraio 2024, una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che il complesso è frutto di una lottizzazione abusiva.
Da quella decisione sono derivati la revoca delle licenze, la confisca e l’acquisizione dell’area al patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate.
Il passaggio al Comune
Il complesso, esteso per circa 40mila metri quadrati, è ora nella disponibilità dell’ente comunale.
Il passaggio al Comune ha aperto una fase delicata sul piano amministrativo e legale, bloccando le attività commerciali e lasciando sospeso il futuro della struttura e dei suoi lavoratori.
La manifestazione di mercoledì punta proprio a ottenere risposte concrete su tempi, possibilità di gestione e prospettive occupazionali.
Una vertenza sociale oltre il caso televisivo
La Sonrisa è diventata negli anni un luogo noto anche grazie alla popolarità televisiva del Castello delle Cerimonie.
Oggi, però, oltre l’immagine mediatica, resta il problema concreto di 150 lavoratori senza stipendio e di famiglie che chiedono certezze.
La protesta vuole riportare al centro non solo il destino della struttura, ma soprattutto quello delle persone che per anni vi hanno lavorato.

