Protesta in via Alvarez a Salerno organizzata dall’USB per denunciare caporalato e ritardi nei permessi di soggiorno dei migranti e chiedere al Governo protezione e regolarizzazioni immediate. Lo riporta SalernoToday.
“Lavoratori, non schiavi”: Usb in protesta a Salerno contro il caporalato e la precarietà dei migranti
Questa mattina giovedì 29 gennaio in via Alvarez, l’Unione Sindacale di Base (USB) ha promosso un presidio con la partecipazione di lavoratori migranti per denunciare lo sfruttamento e le difficoltà burocratiche legate ai permessi di soggiorno. L’iniziativa rientra in una mobilitazione nazionale che ha puntato i riflettori sulla “precarietà esistenziale” della manodopera straniera in Italia. I manifestanti hanno richiesto al Governo lo sblocco immediato delle regolarizzazioni, un potenziamento del personale negli uffici immigrazione e il ripristino della protezione speciale, strumenti ritenuti essenziali per garantire lavoro dignitoso e diritti.
A spiegare le motivazioni della protesta è stato Paolo Bordino, dell’Esecutivo Regionale USB: “Siamo qui per denunciare la situazione dei lavoratori migranti, spesso trattenuti nei CPR senza permesso di soggiorno, senza tempistiche certe e sottoposti a sfruttamento da padroni e caporali. La nostra mobilitazione vuole ricordare che queste persone vengono in Italia per lavorare, non per essere sfruttate”.
Tra le richieste avanzate dall’USB: la chiusura dei CPR, la digitalizzazione delle procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno e l’attivazione di reali opportunità lavorative. “Le istituzioni – ha aggiunto Bordino – devono supportare i lavoratori, evitando che la burocrazia diventi uno strumento di precarizzazione e ingiustizia sociale”. La manifestazione evidenzia l’urgenza di affrontare fenomeni di sfruttamento e ritardi amministrativi, sottolineando la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose e diritti effettivi per tutti i lavoratori migranti presenti sul territorio.

