Le strutture convenzionate della rete di emergenza lanciano un nuovo appello alla Regione Campania e chiedono interventi prima del 15 settembre.
La decisione è stata nuovamente confermata dall’Assemblea generale di Aiop Campania, secondo cui restano senza soluzione le questioni economiche e organizzative che hanno portato alla dichiarazione dello stato di crisi. Le emergenze continuerebbero a essere assicurate, ma con il successivo trasferimento dei pazienti nelle strutture ospedaliere pubbliche.
Un'eventuale riduzione delle attività programmate rischierebbe quindi di coinvolgere l'intero sistema sanitario regionale. Le strutture private accreditate rappresentano infatti una parte importante dell'offerta ospedaliera campana svolta nell'ambito del servizio pubblico. Una contrazione dei ricoveri determinerebbe inevitabilmente un ulteriore carico per gli ospedali pubblici, già alle prese con la carenza di personale, le liste d'attesa e le difficoltà nel garantire adeguati organici nei reparti e nei servizi.
Al centro della vertenza c'è soprattutto la necessità di una programmazione economica certa per il 2026. Le strutture lamentano ritardi nei pagamenti delle prestazioni già erogate e stanziamenti ritenuti non adeguati rispetto ai volumi assistenziali richiesti. A questo si aggiungono contratti e tariffe che risalgono agli anni precedenti, mentre le risorse nazionali assegnate alle Regioni sono state aggiornate. Secondo il comparto, questa differenza rende sempre più complesso garantire allo stesso tempo qualità delle prestazioni, livelli occupazionali e equilibrio dei bilanci.
Un primo confronto potrebbe comunque svolgersi già nei prossimi giorni. Entro la fine di agosto è infatti atteso un incontro con gli uffici regionali coordinati da Ugo Trama, direttore del dipartimento Salute della Regione Campania. Le strutture considerano l'appuntamento particolarmente importante per valutare concretamente disponibilità economiche, margini di intervento e possibili soluzioni prima della scadenza del 15 settembre. Il tempo a disposizione è però sempre più limitato e il settore chiede che dal confronto tecnico si arrivi rapidamente a provvedimenti concreti.
Aiop Campania ritiene però che non sia ancora arrivata la svolta ritenuta necessaria e sollecita direttamente la Regione e il presidente Roberto Fico a dare una risposta politica adeguata alla portata della situazione. Tra i temi segnalati ci sono anche le attività di pronto soccorso non riconosciute attraverso un budget specifico, nonostante l'importante quantità di interventi salvavita garantiti all'interno delle reti tempo-dipendenti.
L'eventuale sospensione delle attività dal 16 settembre, dunque, non interesserebbe prestazioni secondarie. Riabilitazione e lungodegenza rappresentano infatti un passaggio fondamentale per consentire agli ospedali per acuti di dimettere i pazienti che hanno superato la fase più critica ma hanno ancora bisogno di cure e assistenza.
Una riduzione dei posti disponibili potrebbe rallentare le dimissioni, prolungare l'occupazione dei letti ospedalieri e generare conseguenze anche sui pronto soccorso. La questione delle prossime settimane, quindi, supera il consueto confronto tra sanità pubblica e privata.
La Regione Campania dovrà stabilire quanta assistenza acquistare dal comparto accreditato, con quali risorse e sulla base di quale programmazione. L'incontro previsto entro la fine di agosto sarà quindi un primo momento decisivo.
Resta inoltre aperta la questione della radioterapia. Le strutture private accreditate, che garantiscono una quota significativa dei trattamenti oncologici regionali, ritengono insufficiente il provvedimento temporaneo varato dalla Giunta all'inizio di agosto e continuano a considerare concreto il rischio di esaurimento delle risorse.
Anche in questo caso emerge la necessità di programmare i fabbisogni effettivi e assicurare la continuità delle prestazioni essenziali, in particolare quelle oncologiche, evitando interruzioni legate a un budget già finanziato attraverso risorse nazionali vincolate e regionali.
Sanità, dai privati nuovo appello alla Regione Campania: "Servono risorse per garantire l’assistenza"
La sanità campana si avvia verso un settembre particolarmente delicato. Dopo le settimane di confronto con la Regione, lo stato di crisi delle Case di cura private accreditate, confermato alla fine di luglio, resta ancora in vigore. La prossima scadenza è fissata al 15 settembre: se entro quella data non arriveranno interventi in grado di riequilibrare contratti, pagamenti, programmazione delle risorse, fabbisogni assistenziali e sostenibilità economica delle strutture, dal giorno successivo potrebbero fermarsi i ricoveri programmati di riabilitazione, lungodegenza e quelli medici e chirurgici differibili.La decisione è stata nuovamente confermata dall’Assemblea generale di Aiop Campania, secondo cui restano senza soluzione le questioni economiche e organizzative che hanno portato alla dichiarazione dello stato di crisi. Le emergenze continuerebbero a essere assicurate, ma con il successivo trasferimento dei pazienti nelle strutture ospedaliere pubbliche.
Un'eventuale riduzione delle attività programmate rischierebbe quindi di coinvolgere l'intero sistema sanitario regionale. Le strutture private accreditate rappresentano infatti una parte importante dell'offerta ospedaliera campana svolta nell'ambito del servizio pubblico. Una contrazione dei ricoveri determinerebbe inevitabilmente un ulteriore carico per gli ospedali pubblici, già alle prese con la carenza di personale, le liste d'attesa e le difficoltà nel garantire adeguati organici nei reparti e nei servizi.
Il personale
La questione riguarda anche la continuità assistenziale e il futuro di migliaia di professionisti tra medici, infermieri e tecnici. In assenza di un accordo, le aziende stanno prendendo in considerazione la possibilità di ridurre alcune attività e di utilizzare gli ammortizzatori sociali, inclusa la cassa integrazione.Al centro della vertenza c'è soprattutto la necessità di una programmazione economica certa per il 2026. Le strutture lamentano ritardi nei pagamenti delle prestazioni già erogate e stanziamenti ritenuti non adeguati rispetto ai volumi assistenziali richiesti. A questo si aggiungono contratti e tariffe che risalgono agli anni precedenti, mentre le risorse nazionali assegnate alle Regioni sono state aggiornate. Secondo il comparto, questa differenza rende sempre più complesso garantire allo stesso tempo qualità delle prestazioni, livelli occupazionali e equilibrio dei bilanci.
Un primo confronto potrebbe comunque svolgersi già nei prossimi giorni. Entro la fine di agosto è infatti atteso un incontro con gli uffici regionali coordinati da Ugo Trama, direttore del dipartimento Salute della Regione Campania. Le strutture considerano l'appuntamento particolarmente importante per valutare concretamente disponibilità economiche, margini di intervento e possibili soluzioni prima della scadenza del 15 settembre. Il tempo a disposizione è però sempre più limitato e il settore chiede che dal confronto tecnico si arrivi rapidamente a provvedimenti concreti.
La vertenza
La vertenza è arrivata anche in Consiglio regionale. Il 31 luglio una seduta monotematica dell'Aula aveva affrontato proprio la situazione della sanità accreditata, facendo crescere le aspettative per un intervento in grado di superare la crisi.Aiop Campania ritiene però che non sia ancora arrivata la svolta ritenuta necessaria e sollecita direttamente la Regione e il presidente Roberto Fico a dare una risposta politica adeguata alla portata della situazione. Tra i temi segnalati ci sono anche le attività di pronto soccorso non riconosciute attraverso un budget specifico, nonostante l'importante quantità di interventi salvavita garantiti all'interno delle reti tempo-dipendenti.
L'eventuale sospensione delle attività dal 16 settembre, dunque, non interesserebbe prestazioni secondarie. Riabilitazione e lungodegenza rappresentano infatti un passaggio fondamentale per consentire agli ospedali per acuti di dimettere i pazienti che hanno superato la fase più critica ma hanno ancora bisogno di cure e assistenza.
Una riduzione dei posti disponibili potrebbe rallentare le dimissioni, prolungare l'occupazione dei letti ospedalieri e generare conseguenze anche sui pronto soccorso. La questione delle prossime settimane, quindi, supera il consueto confronto tra sanità pubblica e privata.
La Regione Campania dovrà stabilire quanta assistenza acquistare dal comparto accreditato, con quali risorse e sulla base di quale programmazione. L'incontro previsto entro la fine di agosto sarà quindi un primo momento decisivo.
Resta inoltre aperta la questione della radioterapia. Le strutture private accreditate, che garantiscono una quota significativa dei trattamenti oncologici regionali, ritengono insufficiente il provvedimento temporaneo varato dalla Giunta all'inizio di agosto e continuano a considerare concreto il rischio di esaurimento delle risorse.
Anche in questo caso emerge la necessità di programmare i fabbisogni effettivi e assicurare la continuità delle prestazioni essenziali, in particolare quelle oncologiche, evitando interruzioni legate a un budget già finanziato attraverso risorse nazionali vincolate e regionali.

