Maxi sequestro a Dhl per presunta frode fiscale
Il sequestro d'urgenza è stato firmato dal pm di Milano Paolo Storari, del dipartimento guidato dall'aggiunto Maurizio Romanelli, nell'inchiesta condotta dalla Gdf. In sostanza, a quanto ricostruito dalle indagini, la società del gruppo Dhl si interfacciava per avere "meri serbatoi di manodopera" con un consorzio a cui facevano capo diverse società di intermediazione di manodopera che assumevano formalmente i lavoratori della logistica.Secondo la Procura di Milano, il "sistema" di cui si sarebbe avvalsa una società del gruppo della logistica Dhl "oltre che realizzare gravi condotte che agevolano lo sfruttamento dei lavoratori e che determinano pratiche di concorrenza sleale, comporta la emissione, prima e l'utilizzo, poi, di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti". Dall'inchiesta è emerso che, tra il 2016 e il 2019, sarebbero stati oltre 1.500 i lavoratori assunti dalle "finte" cooperative che facevano parte del "sistema".
"Realtà non isola nel territorio lombardo"
Tra l'altro, scrivono i pm, "le acquisizioni informatiche effettuate durante l'attività di perquisizione, le intercettazioni telefoniche nonché le acquisizioni attraverso banche dati confermano una realtà non certo isolata nel territorio lombardo". Una realtà fatta di "contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto", tariffe "imposte dal committente, che non sono in grado di remunerare la manodopera" e l'omesso versamento "di Iva e contributi da parte dei serbatoi di dipendenti, come condizione necessaria per remunerare il lavoro, condizione sostanzialmente 'imposta' dal committente", ossia Dhl.

