Cronaca

Presunta assunzione della sorella all’asilo nido di Agropoli, Apicella presenta querela: "Notizia falsa, nessun bando né domanda"

Martina Francione
Presunta assunzione della sorella all’asilo nido di Agropoli, Apicella presenta querela: "Notizia falsa, nessun bando né domanda"
Apicella

Roberto Apicella, assessore al Turismo e agli Eventi del Comune di Agropoli, ha annunciato di aver formalmente presentato querela alla Polizia Postale in relazione a un post pubblicato nei giorni scorsi da una pagina di satira locale. Al centro della vicenda alcune affermazioni riguardanti la sorella Ada Apicella e una presunta futura assunzione come educatrice all’asilo nido comunale, circostanze che l’assessore respinge integralmente.  

Agropoli, Apicella presenta querela dopo il post sulla sorella: «Affermazioni false e lesive»

La vicenda nasce da una pubblicazione apparsa su una pagina locale di satira, nella quale si sosteneva che Ada Apicella, sorella dell’assessore, fosse in procinto di essere assunta come educatrice presso l’asilo nido comunale di Agropoli.

Il post poneva inoltre l’attenzione sulla possibilità di consultare online la graduatoria relativa alla procedura, segnalando che, cercando la pagina dedicata sul sito del Comune, compariva un errore 404.

Nella stessa pubblicazione veniva precisato che l’assenza della pagina non costituiva di per sé una prova di favoritismi, raccomandazioni o irregolarità, ma veniva sollevato un interrogativo sulla reperibilità degli atti nel caso di una procedura che, secondo quanto sostenuto dalla pagina, riguarda la sorella di un amministratore comunale.

Apicella: «Non c’è mai stato alcun bando»

La replica dell’assessore è arrivata con un lungo intervento pubblico dal titolo “La verità prima di tutto”. Apicella afferma di aver presentato querela alla Polizia Postale perché ritiene il contenuto «totalmente falso e gravemente lesivo» della propria persona e della propria famiglia.

L’assessore sostiene che non sia mai esistito alcun bando relativo alla vicenda descritta e nega che la sorella abbia mai manifestato interesse per quella mansione o presentato una domanda. «Non esiste e non è mai esistita alcuna graduatoria con il suo nome», afferma Apicella, definendo questi elementi «fatti semplici, chiari e verificabili».

Nella querela, secondo quanto riferito dallo stesso assessore, sarebbe stato chiesto di individuare i responsabili della pubblicazione e di valutare anche le condotte di chi ha condiviso il contenuto o contribuito alla sua diffusione attraverso commenti ritenuti offensivi.

Apicella distingue inoltre tra le critiche rivolte alla propria attività politica e amministrativa, che definisce legittime, e la diffusione di circostanze che sostiene non siano mai avvenute. «Posso commettere errori e posso essere criticato per ogni mia scelta amministrativa: la critica è legittima e fa parte del ruolo che ricopro. Ma altra cosa è costruire e diffondere circostanze che non sono mai accadute, coinvolgendo persino la mia famiglia», scrive. «Da oggi saranno gli organi competenti ad accertare fatti e responsabilità», conclude Apicella.

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