La presentazione di un libro sulla figura di Carlo Falvella, programmata per oggi pomeriggio a Palazzo di Città di Salerno, ha suscitato reazioni forti dai sindacati: "La memoria di una vittima non deve trasmettere messaggi contro i valori costituzionali".
Carlo Falvella, giovane del Movimento Sociale Italiano, perse la vita il 7 luglio 1972 a Salerno, ucciso dall'anarchico Giovanni Marini. La presentazione del libro "E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella" ha suscitato polemiche tra esponenti della sinistra e associazioni collegate al centrosinistra che hanno chiesto l'annullamento della concessione del Salone dei Marmi per l'evento, ma non è giunta risposta dal sindaco e l'incontro si terrà come previsto. Oggi i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno reso noto il loro dissenso.
Nella dichiarazione, i sindacati esprimono preoccupazione per il contenuto del volume, temendo che possa contenere riferimenti all'ideologia fascista e attacchi a gruppi democratici e sindacali. Essi evidenziano l'importanza di distinguere tra il ricordo legittimo di una vittima e la diffusione di messaggi che potrebbero alimentare nostalgie autoritarie. Le organizzazioni ritengono che eventi pubblici debbano allinearsi con i principi costituzionali e democratici della Repubblica italiana.
Il Salone dei Marmi è considerato un luogo rappresentativo dell'intera comunità salernitana e il suo uso dovrebbe riflettere i principi che le istituzioni tutelano. I sindacati ribadiscono l'impegno nella difesa della democrazia, sottolineando che l'antifascismo è un principio fondativo della Repubblica nata dalla Resistenza e dalla liberazione dal regime fascista. La comunità di Salerno ha bisogno di memoria, verità e dialogo, non di iniziative che possano legittimare ideologie sconfitte dalla storia e dalla Costituzione repubblicana.
Presentazione del libro su Falvella, sindacati contrari: "La memoria di una vittima non deve trasmettere messaggi contro i valori costituzionali"
La presentazione di un libro sulla figura di Carlo Falvella, programmata per oggi pomeriggio a Palazzo di Città, ha suscitato reazioni forti. Dopo Lanocita e il Comitato 25 Aprile, la Cgil, la Cisl e la Uil hanno espresso la loro opposizione all'evento. Il sindaco Vincenzo De Luca non ha rilasciato commenti.Carlo Falvella, giovane del Movimento Sociale Italiano, perse la vita il 7 luglio 1972 a Salerno, ucciso dall'anarchico Giovanni Marini. La presentazione del libro "E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella" ha suscitato polemiche tra esponenti della sinistra e associazioni collegate al centrosinistra che hanno chiesto l'annullamento della concessione del Salone dei Marmi per l'evento, ma non è giunta risposta dal sindaco e l'incontro si terrà come previsto. Oggi i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno reso noto il loro dissenso.
Nella dichiarazione, i sindacati esprimono preoccupazione per il contenuto del volume, temendo che possa contenere riferimenti all'ideologia fascista e attacchi a gruppi democratici e sindacali. Essi evidenziano l'importanza di distinguere tra il ricordo legittimo di una vittima e la diffusione di messaggi che potrebbero alimentare nostalgie autoritarie. Le organizzazioni ritengono che eventi pubblici debbano allinearsi con i principi costituzionali e democratici della Repubblica italiana.
Il Salone dei Marmi è considerato un luogo rappresentativo dell'intera comunità salernitana e il suo uso dovrebbe riflettere i principi che le istituzioni tutelano. I sindacati ribadiscono l'impegno nella difesa della democrazia, sottolineando che l'antifascismo è un principio fondativo della Repubblica nata dalla Resistenza e dalla liberazione dal regime fascista. La comunità di Salerno ha bisogno di memoria, verità e dialogo, non di iniziative che possano legittimare ideologie sconfitte dalla storia e dalla Costituzione repubblicana.

