La condanna pronunciata in primo grado è stata completamente ribaltata. La Corte d’Appello di Salerno ha assolto Giovanni Di Martino, ex sindaco di Praiano, dall’accusa di omicidio colposo per la morte di Mariangela Calligaro, la turista bellunese travolta dal mare il 2 gennaio 2018 lungo la passeggiata Terramare. Lo riporta SalernoToday.
Praiano, Mariangela Calligaro travolta e uccisa da un'onda: assolto in Appello l’ex sindaco Giovanni Di Martino
Il collegio presieduto dal giudice Ubaldo Perrotta ha pronunciato l’assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste», cancellando la condanna a sei mesi di reclusione con pena sospesa inflitta nel marzo 2025 dal Tribunale di Salerno.
La Corte ha disposto anche la revoca delle statuizioni civili nei confronti dei familiari della vittima. Per conoscere le ragioni che hanno portato i giudici di secondo grado a una conclusione opposta rispetto alla precedente sentenza sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni. Di Martino è stato assistito dall’avvocato Antonio Zecca. Il Comune di Praiano, coinvolto nel procedimento come responsabile civile, è stato invece difeso dall’avvocato Luigi D’Uva.
La tragedia sulla passeggiata Terramare
Mariangela Calligaro aveva 55 anni e si trovava in Costiera Amalfitana insieme al compagno e a due amici. Quel 2 gennaio 2018 il gruppo aveva deciso di percorrere la passeggiata sul mare alla Marina di Praiano. Durante il tragitto un’onda di eccezionale violenza raggiunse il percorso e travolse sia la donna sia il compagno. Calligaro venne trascinata in mare aperto. La Guardia Costiera intervenne per i soccorsi, ma per la turista non ci fu nulla da fare. Il compagno fu invece recuperato in condizioni critiche.
In primo grado la condanna a sei mesi
Nel processo di primo grado, la giudice Rosaria De Lucia aveva individuato una responsabilità in capo all’allora sindaco, ritenendo non adeguatamente segnalato il rischio legato all’utilizzo della passeggiata in presenza di condizioni meteorologiche avverse.
Secondo quella ricostruzione, sarebbe stato necessario adottare anche ulteriori misure per impedire l’accesso alla zona e una segnaletica più adeguata avrebbe potuto evitare la tragedia. La difesa di Di Martino aveva contestato questa impostazione, sostenendo invece l’imprevedibilità dell’evento e l’assenza di responsabilità riconducibili all’ex primo cittadino.

