Perché i personaggi de La Casa di Carta hanno nomi di città? Una delle serie più famose sta volgendo al termine, venerdì 3 settembre 2021 uscirà la prima parte dell'ultima stagione. Molti di voi avranno notato che i membri della banda non si chiamano per nome, ma utilizzano un nome in codice che ha a che fare con le città. Scopriamo il motivo.
Perché i personaggi de La Casa di Carta hanno nomi di città
Gli appassionati della serie sapranno e avranno notato che una delle caratteristiche principale dei personaggi è chiamarsi tra di loro con nomi di città importanti nel mondo. Infatti, nel primo incontro della banda col Professore, lui stesso chiarisce: "Nessun nome, né domande personali, né relazioni tra di voi". E ogni volta che si è aggiunto un nuovo membro alla banda, gli è stato dato il nome di una città. Ma per quale motivo i personaggi come nome in codice scelgono proprio i nomi delle città? In una conferenza, Alex Pina dichiarò: "Nella prima stagione si era pensato di dare ai ladri i nomi di pianeti, poi tutto cambiò quando uno di loro venne con una maglia con su scritto Tokyo". Prosegue Pina: "Fu una questione fonetica, di suono e di capacità evocativa (…) ogni persona ha un’esperienza particolare legata ad una città. Ciascuna città ha il suo piccolo universo che può essere condiviso.”
Piña ha poi raccontato che è stato molto difficile scegliere i nomi delle città da affidare ai suoi personaggi. Nel processo di scelta sono stati scritti centinaia di nomi di città su una lavagna e ciascuna città è stata scelta con molta attenzione. Era importante che ciascuna città avesse una sua sonorità e una propria singolarità.
Sebbene non esista alcuna relazione tra il personaggio e il suo nome in codice, Piña ha rivelato che la scelta del nome in codice si è basata sulle somiglianze tra la personalità della persona e lo spirito della città. L’idea di usare come nomi in codice i nomi dei pianeti viene davvero ripresa nel primo episodio de La Casa Di Carta. Quando Il Professore comunica alla banda le sue tre regole (niente nomi reali, niente domande personali e niente relazioni) poi chiede alla sua banda di pensare a dei nomi in codice, qualcosa di semplice come i numeri, i pianeti o le città… E sarà proprio quest’ultima idea quella scelta dal gruppo.

