È iniziata alle 8.52, con l’atterraggio nell’area Meeting del Santuario di Pompei, la visita di Papa Leone XIV. Il Pontefice è arrivato come pellegrino ai piedi della Madonna del Rosario, a un anno dalla sua elezione al soglio pontificio.
Papa Leone XIV a Pompei: visita al Santuario e l'incontro con ammalati, disabili e anziani
Ad accogliere il Santo Padre c’erano l’arcivescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il sindaco della Città metropolitana Gaetano Manfredi e la sindaca di Pompei Andreina Esposito.
Dopo il momento dei saluti istituzionali, Papa Leone XIV ha raggiunto il “Tempio della carità”, uno dei luoghi simbolo dell’impegno sociale del Santuario. Nella sala Luisa Trapani, il Pontefice ha incontrato alcune persone provenienti da situazioni di disagio sociale e accolte nei diversi centri legati al Santuario di Pompei. Un passaggio significativo della visita, che ha posto al centro la dimensione dell’accoglienza e della vicinanza alle fragilità.
Terminato l’incontro, Papa Leone XIV si è spostato in papamobile verso piazza Bartolo Longo. All’interno del Santuario è prevista l’adorazione del Santissimo Sacramento, prima del saluto agli ammalati, alle persone con disabilità e agli anziani.
La sosta davanti alle spoglie di San Bartolo Longo
Il Santo Padre visiterà anche la Cappella di San Bartolo Longo, dove si fermerà in preghiera davanti alle spoglie mortali del fondatore del Santuario di Pompei. Bartolo Longo è stato canonizzato dallo stesso Papa Leone XIV lo scorso ottobre in piazza San Pietro. Nel corso della visita, il Pontefice saluterà anche i vescovi arrivati a Pompei per incontrarlo e i sacerdoti della Prelatura.
Il discorso di Papa Leone XIV a Pompei
«Fratelli e sorelle carissimi, buongiorno e grazie. Sono molto contento di incontrare tutti voi. Siete l'anima del Santuario. Saluto e ringrazio il Vescovo per le parole che mi ha rivolto e voi che avete condiviso le vostre testimonianze. Per me è bello iniziare sulle orme di San Bartolo Longo, che ho avuto la gioia di canonizzare il 19 ottobre scorso. Egli chiamava la valle di Pompei luogo di amore che scalda il cuore. Tale realtà è ancora viva e visibile nelle opere del Santuario. Si sperimenta ogni giorno la potenza della resurrezione di Cristo. Qui il tempio della carità e della fede si sostengono a vicenda. L'amore compie miracoli.
Quando San Bartolo giunse qui per la prima volta trovò una terra afflitta da tanta miseria. Ma egli seppe vedere in tutti il volto di Cristo, in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati. "L'amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili", diceva. Ha fatto di questo luogo un centro di vita cristiana e di devozione a Maria Santissima conosciuto in tutto il mondo.
Alla base di tutto c'è la preghiera e il santo Rosario, posto alle fondamenta della città : è il motore nascosto che tiene vivo tutto il resto. Tenete viva questa devozione. Fratelli e sorelle, se questo è il vostro programma di vita — essere uomini e donne di preghiera per rispecchiare la luce che viene da Dio — alimenterete la fiamma d'amore che San Bartolo ha acceso e sarete modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù.
Giovani, abbiate fiducia di chi si prende cura della vostra crescita. E confidate in Dio, che ci salva e ci libera, l'Amico che non ci abbandona e non ci respinge mai. Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e annunciatele a tutti. Il nostro mondo ne ha tanto bisogno. E voi potete esserne i testimoni più convincenti.
Questo è un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e San Bartolo uniscono tutti nel nome dell'amore di Dio. Stringiamoci a lui mentre gli affidiamo l'umanità intera, sicuri che niente potrà fermarci dal compiere il bene e nel costruire un futuro di pace. Grazie per quello che fate, andate avanti con generosità e fiducia. Vi benedico tutti di cuore».

