Non si placano le polemiche a Pagani dopo che in via Pittoni a seguito degli scavi avviati nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area è stata riscontrata la presenza di fibre di amianto all’interno del cemento.
Pagani, amianto in via Pittoni: la replica di "Potere al Popolo"
Il primo cittadino
De Prisco ha annunciato interventi di
bonifica dell'area, ma arriva la risposta del movimento politico "Potere al Popolo".
«Le dichiarazioni diffuse dal sindaco impongono alcune precisazioni, nel rispetto della verità dei fatti e del diritto dei cittadini a essere correttamente informati.» spiegano.
Dal movimento politico, infatti, affermano che l’accelerazione degli interventi visibili nel cantiere di via Pittoni è avvenuta solo ultimamente e le dichiarazioni solo dopo la
denuncia pubblica. «Per mesi, nonostante il rinvenimento di amianto accertato già nel giugno 2024, il sito è rimasto in condizioni critiche, con terreno scoperto, materiali accantonati e assenza di una comunicazione chiara sullo stato reale delle operazioni.» spiegano.
«A distanza di oltre un anno dal primo rinvenimento, il cantiere risulta ancora fermo alla fase di messa in sicurezza ambientale, mentre il progetto di riqualificazione – finanziato anche con fondi PNRR e con orizzonte temporale al 2026 – è ancora lontano dalla sua attuazione.» aggiungono.
Gli interrogativi
Da "Potere al Popolo" affermano inoltre anche che in questo periodo non è mai stato comunicato con chiarezza lo stato di avanzamento, le criticità emerse, né le
prospettive concrete di
ripresa dei
lavori.
Tra gli aspetti che destano ulteriore preoccupazione vi è anche la movimentazione dei materiali, avvenuta in modo repentino e che
«solleva interrogativi legittimi sulla tracciabilità e sulle modalità di smaltimento» spiegano.
«Ribadiamo che la rimozione di materiali non equivale alla bonifica. - aggiungono -
La normativa ambientale prevede passaggi chiari e non aggirabili: caratterizzazione del sito, verifiche analitiche, valutazione delle soglie di rischio, prescrizioni degli enti competenti, tracciabilità completa dei rifiuti pericolosi. Senza la pubblicazione degli atti tecnici, dei verbali ARPAC e delle risultanze ufficiali dei controlli, restano solo dichiarazioni, non verificabili dai cittadini.»
Chieste trasparenza e sicurezza
«Per queste ragioni, abbiamo già inviato una PEC all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro, affinché venga fatta piena luce sulla gestione del cantiere, sulle condizioni di sicurezza adottate nel tempo e sulla tutela effettiva della salute pubblica. Chiediamo trasparenza, documenti e risposte puntuali. Chiediamo chiarezza. Su questo “terreno” non ci possono essere scorciatoie né narrazioni accomodanti.» concludono.