Tragedia nell'ultima domenica di agosto a Roma, 16enne uccide di botte la madre e poi chiama il 112: "Venite, l'ho picchiata". Gli agenti della polizia lo hanno trovato seduto all'entrata del palazzo, con una maglietta imbrattata di sangue. I residenti del vicinato hanno affermato: "Erano quasi invisibili, non hanno mai dato fastidio".
Federico, descritto dai vicini come “un bel ragazzo,” ha compiuto 16 anni nei primi giorni di agosto e ha avuto una vita caratterizzata da difficoltà che non sono state mai veramente esplorate, ma che sono state affrontate, stando a quanto riferito dalla polizia. Un dramma ha colpito sia lui sia sua madre, che per motivi di privacy chiameremo Silvia, che avrebbe festeggiato il suo 50° compleanno il prossimo dicembre. L'evento tragico si è verificato nell'ultima domenica di agosto nel quartiere Centocelle, un'area alla periferia est di Roma. "Si erano trasferiti qui al massimo tre anni fa," ricorda una vicina che ieri sera, domenica 30 agosto, affacciata dal balcone, cercava di spiegare ciò che spesso sfugge agli sguardi e che in un attimo si trasforma in tragedia.
Viene soccorsa mentre è ancora cosciente e viene quindi trasportata d’urgenza al policlinico di Tor Vergata, dove, purtroppo, morirà qualche ora dopo. Il figlio viene invece ricoverato al policlinico Umberto I, sotto osservazione nel reparto di Psichiatria. Le motivazioni dietro questa aggressione rimangono da chiarire. I vicini non avevano percepito nulla e non erano a conoscenza di eventuali problemi. «Se avessimo notato qualcosa, avremmo allertato le autorità; non c'era mai stato motivo di farlo», affermava una ragazza che vive al piano superiore.
Sembrava tutto normale, proprio come il palazzo appariva ieri sera intorno alle 20, come un comune edificio di periferia. Nulla faceva presagire che all’interno, in uno dei tanti appartamenti popolati da famiglie con bambini e lavoratori, si fosse verificata questa tragedia. Poi le voci al citofono, le persone sulle scale e i sigilli sulla porta dell’appartamento. Sgomento nei volti dei presenti. «Mi hanno riferito che c’era molto sangue - racconta un giovane che abita di fronte - io ero a dormire quando è successo, me ne sono accorto solo in un secondo momento, e non riuscivo a crederci». L’ispezione della polizia è durata diverse ore, con vari oggetti messi sotto sequestro. Il ragazzo di 16 anni sarà nuovamente ascoltato dagli investigatori e dalla Procura minorile, con la presenza di psicologi.
Tragedia nell'ultima domenica di agosto a Roma, 16enne uccide di botte la madre e poi chiama il 112: "Venite, l'ho picchiata"
Quando le forze dell’ordine sono arrivate, hanno trovato Federico (nome di fantasia) seduto per terra all’ingresso del palazzo, indossando una maglietta macchiata di sangue. Soltanto pochi istanti prima, era stato lui a contattare il numero d’emergenza per segnalare l'aggressione della madre, che era poi diventata fatale: "Aiutateci, l'ho picchiata, potrebbe essere morta".Federico, descritto dai vicini come “un bel ragazzo,” ha compiuto 16 anni nei primi giorni di agosto e ha avuto una vita caratterizzata da difficoltà che non sono state mai veramente esplorate, ma che sono state affrontate, stando a quanto riferito dalla polizia. Un dramma ha colpito sia lui sia sua madre, che per motivi di privacy chiameremo Silvia, che avrebbe festeggiato il suo 50° compleanno il prossimo dicembre. L'evento tragico si è verificato nell'ultima domenica di agosto nel quartiere Centocelle, un'area alla periferia est di Roma. "Si erano trasferiti qui al massimo tre anni fa," ricorda una vicina che ieri sera, domenica 30 agosto, affacciata dal balcone, cercava di spiegare ciò che spesso sfugge agli sguardi e che in un attimo si trasforma in tragedia.
La dinamica
La situazione si è sviluppata rapidamente e in modo raccapricciante: ieri, intorno alle 14.30, i residenti del palazzo hanno notato l'arrivo degli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile, seguiti dal personale della Scientifica, trovando quel giovane seduto a terra. Si rendevano conto che era successo qualcosa di serio, ma desideravano solo credere che la madre di quel ragazzo stesse male, dato che nessuno aveva sentito urla o schiamazzi e nel corso degli anni non c'erano stati indizi che potessero prefigurare l'accaduto. La donna si trovava nell'appartamento al primo piano, assieme a suo figlio, che inizia a colpirla a mani nude. La donna cade, forse battendo la testa o venendo colpita da un oggetto; su questo si pronuncerà il medico legale al momento dell'autopsia.Viene soccorsa mentre è ancora cosciente e viene quindi trasportata d’urgenza al policlinico di Tor Vergata, dove, purtroppo, morirà qualche ora dopo. Il figlio viene invece ricoverato al policlinico Umberto I, sotto osservazione nel reparto di Psichiatria. Le motivazioni dietro questa aggressione rimangono da chiarire. I vicini non avevano percepito nulla e non erano a conoscenza di eventuali problemi. «Se avessimo notato qualcosa, avremmo allertato le autorità; non c'era mai stato motivo di farlo», affermava una ragazza che vive al piano superiore.
Lo sgomento dei vicini
«Erano praticamente invisibili - ricordava ancora una donna affacciata al balcone - conoscevo lei, ci eravamo parlate in passato; era rimasta vedova anni fa e si era trasferita qui con il figlio. Una donna molto dignitosa che svolgeva lavori come dog-sitter o badante. Era sempre molto attiva e ricordo anche la determinazione con cui ha affrontato una malattia in un certo periodo, mentre il figlio andava a scuola; sì, era riservato e silenzioso, ma non pensavamo avesse problemi e chissà come avrebbero potuto gestirli».Sembrava tutto normale, proprio come il palazzo appariva ieri sera intorno alle 20, come un comune edificio di periferia. Nulla faceva presagire che all’interno, in uno dei tanti appartamenti popolati da famiglie con bambini e lavoratori, si fosse verificata questa tragedia. Poi le voci al citofono, le persone sulle scale e i sigilli sulla porta dell’appartamento. Sgomento nei volti dei presenti. «Mi hanno riferito che c’era molto sangue - racconta un giovane che abita di fronte - io ero a dormire quando è successo, me ne sono accorto solo in un secondo momento, e non riuscivo a crederci». L’ispezione della polizia è durata diverse ore, con vari oggetti messi sotto sequestro. Il ragazzo di 16 anni sarà nuovamente ascoltato dagli investigatori e dalla Procura minorile, con la presenza di psicologi.

