Nessuna lesione apparentemente riconducibile a colpi d’arma da fuoco o ad armi da taglio, ma diverse fratture che potrebbero essere compatibili con una violenta aggressione. Sono i primi elementi emersi dalla Tac eseguita sul corpo di Luigi Esposito, conosciuto come Luca, il giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato nelle campagne di Bivio Cioffi, a Eboli.
L’accertamento rappresenta uno dei primi passaggi tecnici dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno. Sarà però l’autopsia, in programma alle ore 14.30 di oggi, 21 luglio, a dover chiarire le cause e il momento esatto della morte. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Omicidio di Luca Esposito, dalla Tac emergono diverse fratture: il giornalista sarebbe stato aggredito
La Tac è stata disposta dal pubblico ministero Alessandro Di Vico ed eseguita all’ospedale di Eboli da Fiorentino Mondillo, primario del reparto di Radiologia dei presidi ospedalieri di Battipaglia ed Eboli.
Secondo le prime indiscrezioni, l'esame non avrebbe evidenziato ferite compatibili con l’impiego di armi da fuoco, da taglio o da punta. Si tratta comunque di risultati preliminari, condizionati dalle gravi condizioni del corpo, compromesso dall’incendio. Gli esiti sembrerebbero quindi indirizzare gli accertamenti verso uno scenario diverso rispetto ad alcune delle ipotesi formulate subito dopo il ritrovamento del cadavere.
Le fratture e l’ipotesi di un’aggressione
L’esame avrebbe invece rilevato fratture alla clavicola, ad alcune costole e al bacino. Lesioni che, allo stato degli accertamenti, potrebbero essere compatibili con le conseguenze di un’aggressione. Tra le possibilità prese in considerazione vi sarebbe anche quella dell’intervento di più persone, ma si tratta di uno scenario che dovrà trovare riscontro nelle indagini.
L’autopsia
Nel pomeriggio di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli, sarà eseguita l’autopsia sul corpo del giornalista. L’incarico è stato affidato al medico legale Gabriele Casaburi. L’esame dovrà innanzitutto individuare la causa del decesso e chiarire se Esposito fosse già morto quando è stato appiccato l’incendio oppure se fosse ancora in vita.
Saranno svolti anche accertamenti per verificare l’eventuale presenza nell’organismo di sostanze tossiche o stupefacenti. Tra le ipotesi investigative figura infatti anche la possibilità che il 53enne sia stato narcotizzato prima di essere dato alle fiamme.
Le immagini dell’auto e la ricerca di altri veicoli
Parallelamente agli esami medico-legali prosegue il lavoro dei carabinieri, impegnati nella ricostruzione delle ultime ore di vita di Luca Esposito e nell’analisi dei suoi contatti. Gli investigatori hanno acquisito alcuni filmati registrati dalle telecamere del sistema comunale di videosorveglianza. Nelle immagini si intravedrebbe l’automobile del giornalista, ma fino a questo momento non sarebbero emersi elementi decisivi per l’inchiesta.
L’attenzione si concentra anche sul passaggio di altri veicoli che potrebbero essere stati utilizzati da chi ha commesso l’omicidio. Gli inquirenti stanno verificando la possibilità che gli autori siano arrivati nella zona di Cioffi a bordo di più automobili. Gli accertamenti proseguono per individuare i responsabili e ricostruire la dinamica del delitto.

