Le motivazioni del Gup per il non luogo a procedere per il colonnello (all'epoca dei fatti maggiore) Fabio Cagnazzo tra il ragionevole dubbio sulla sussistenza del fatto reato e la non ragionevole previsione di condanna. Per il Gup i pentiti non sono attendibili. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Il giudice ha ripercorso le dichiarazioni dell'accusa nel corso delle indagini evidenziando le lacune che hanno portato per ben due volte anche la Cassazione a ritenere inattendibili le fonti. Il gup ha ripetuto più volte un unico concetto quello della circolarità della fonte riferendosi ad Eugenio D'Atri e Romolo Ridosso che definisce aspiranti collaboratori di giustizia.
A far riaprire l'inciesta su Cagnazzo è stato proprio D'Atri che si è incrociato con Romolo Ridosso, ex pentito di Scafati. Inoltre è stato lui a far sì che la Procura chiedesse la misura cautelare in carcere.
La seconda contraddizione avviene il 24 e 25 marzo 2025 quando Ridosso viene ascoltato in prima persona dal procuratore di Salerno per confessare tutta la verità. In quella circostanza Ridosso, cambiando nuovamente versione, si autoaccusa. Fa il nome di Giuseppe Cipriano, imprenditore di Scafati con interessi ad Acciaroli e un dente avvelenato nei confronti del sindaco-pescatore, chiedendogli informazioni su un killer di Napoli. Allora Ridosso si propone di sparare all'ex primo cittadino dicendo che, in un primo momento, doveva solo ferirlo ad una gamba per 100 o 50mila euro.
C'è anche la terza contraddizione. Difeso dagli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, Cagnazzo si è sempre dichiarato estraneo alle accuse.
Omicidio Angelo Vassallo, su Cagnazzo troppi punti oscuri: "I pentiti non attendibili"
Le motivazioni del Gup per il non luogo a procedere per il colonnello (all'epoca dei fatti maggiore) Fabio Cagnazzo tra il ragionevole dubbio sulla sussistenza del fatto reato e la non ragionevole previsione di condanna.Il giudice ha ripercorso le dichiarazioni dell'accusa nel corso delle indagini evidenziando le lacune che hanno portato per ben due volte anche la Cassazione a ritenere inattendibili le fonti. Il gup ha ripetuto più volte un unico concetto quello della circolarità della fonte riferendosi ad Eugenio D'Atri e Romolo Ridosso che definisce aspiranti collaboratori di giustizia.
A far riaprire l'inciesta su Cagnazzo è stato proprio D'Atri che si è incrociato con Romolo Ridosso, ex pentito di Scafati. Inoltre è stato lui a far sì che la Procura chiedesse la misura cautelare in carcere.
L'inchiesta
Tutto ha inizio nell'immediatezza dell'omicidio del sindaco Vassallo avvenuto il 5 settembre 2017 quando Cagnazzo fu accusato da un amico della vittima, Pierluca Cillo. Quest'ultimo raccontò che Vassallo gli confidò che Cagnazzo e gli imprenditori Palladino facevano parte di un giro di spaccio. Cillo aveva parlato di aver saputo di Cagnazzo anche da una sua ex compagna ed ex di un collaboratore di giustizia. Ma le accuse non sono mai state formalizzate.I punti neri
Tanti i punti oscuri di questa inchiesta. La prima contraddizione avviene nel 2022 quando D'Atri lancia accuse nei confronti di Cagnazzo raccontando uno scenario ben diverso da quello del compagno Ridosso. Quest'ultimo lo aveva nominato esclusivamente per il depistaggio e/o favoreggiamento mentre D'Atri lo ha accusato di aver partecipato all'organizzazione del delitto apprendendolo proprio da Ridosso.La seconda contraddizione avviene il 24 e 25 marzo 2025 quando Ridosso viene ascoltato in prima persona dal procuratore di Salerno per confessare tutta la verità. In quella circostanza Ridosso, cambiando nuovamente versione, si autoaccusa. Fa il nome di Giuseppe Cipriano, imprenditore di Scafati con interessi ad Acciaroli e un dente avvelenato nei confronti del sindaco-pescatore, chiedendogli informazioni su un killer di Napoli. Allora Ridosso si propone di sparare all'ex primo cittadino dicendo che, in un primo momento, doveva solo ferirlo ad una gamba per 100 o 50mila euro.
C'è anche la terza contraddizione. Difeso dagli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, Cagnazzo si è sempre dichiarato estraneo alle accuse.

