Le acque del mare della provincia di Salerno sono classificate come "eccellenti": solo quattro punti attualmente sono interdetti alla balneazione. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Nel caso di Salerno, i numeri sono incoraggianti: sui 138 tratti che compongono i circa 200 chilometri di costa tra Positano e Sapri, meno del 3% è off-limits a causa di criticità localizzate, principalmente legate agli scarichi dei fiumi Sele, Irno e Picentino. Nei fatti, il mare della provincia mantiene elevati standard qualitativi, con un particolare primato per la costa cilentana. Da Agropoli fino a Sapri, lungo oltre cento chilometri di litorale, tutti i tratti monitorati raggiungono il livello di eccellenza senza eccezioni, confermando ancora una volta il Cilento come esempio virtuoso in termini di salvaguardia ambientale.
La zona di nord-est, pur mantenendo una qualità complessivamente alta, presenta alcune variazioni. A Capaccio Paestum, tre tratti sono considerati eccellenti, mentre altri quattro rientrano nella categoria “buona”. Solo un’area, quella di Torre di Paestum, viene classificata come sufficiente. Una volta superata la foce del Sele, tuttavia, emergono alcune criticità. Eboli riesce a raggiungere l’obiettivo di una costa interamente balneabile, ma Battipaglia soffre ancora della storica problematica legata al fiume Tusciano. Nel tratto di Lido Spineta, nei pressi della foce del fiume, permane il divieto di balneazione. Migliore invece la situazione a nord della foce, in località La Picciola, dove le acque tornano ad essere giudicate buone.
Anche nei pressi del capoluogo si riscontrano alcune problematiche. Le acque a est del fiume Irno e quelle tra il Fuorni e il Picentino restano interdette alla balneazione, pur rientrando in ambiti circoscritti. Lungo la Costiera Amalfitana, invece, si sfiora la perfezione: su 35 tratti analizzati da Vietri sul Mare a Positano, 33 ottengono il punteggio eccellente e i restanti due sono classificati come buoni.
L’analisi complessiva restituisce l’immagine di un mare sicuro e in continuo miglioramento, a cui contribuiscono sia l’efficienza del sistema depurativo sia le favorevoli correnti marine. Nonostante alcune criticità causate dai principali corsi d’acqua, che richiedono ulteriori interventi di controllo e bonifica da parte dei comuni interessati, la provincia di Salerno si conferma una delle mete più virtuose per qualità delle acque marine. Un risultato che assume ulteriore rilevanza in vista dell’attribuzione delle Bandiere Blu della Fee per l’anno in corso. Lo scorso anno Salerno aveva già eccelso insieme alla provincia di Savona, e le premesse per confermare tale primato sembrano promettenti.
Salerno, le acque del mare della provincia classificate come 'eccellenti': solo quattro punti non sono balneabili
Il mare della provincia di Salerno è 'in forma smagliante' con numerosi tratti costieri classificati come "eccellenti" e solo quattro punti attualmente interdetti alla balneazione. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio condotto dall’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), che conferma il litorale salernitano ai vertici della classifica di balneabilità sia a livello regionale che nel Sud Italia. Grazie a una rete di 328 punti di prelievo distribuiti lungo la costa campana, l’Arpac valuta la qualità delle acque secondo rigidi criteri, assegnando le categorie di sufficiente, buona o eccellente a tratti balneabili, mentre quelli classificati come scarsi vengono immediatamente vietati alla balneazione.Nel caso di Salerno, i numeri sono incoraggianti: sui 138 tratti che compongono i circa 200 chilometri di costa tra Positano e Sapri, meno del 3% è off-limits a causa di criticità localizzate, principalmente legate agli scarichi dei fiumi Sele, Irno e Picentino. Nei fatti, il mare della provincia mantiene elevati standard qualitativi, con un particolare primato per la costa cilentana. Da Agropoli fino a Sapri, lungo oltre cento chilometri di litorale, tutti i tratti monitorati raggiungono il livello di eccellenza senza eccezioni, confermando ancora una volta il Cilento come esempio virtuoso in termini di salvaguardia ambientale.
La zona di nord-est, pur mantenendo una qualità complessivamente alta, presenta alcune variazioni. A Capaccio Paestum, tre tratti sono considerati eccellenti, mentre altri quattro rientrano nella categoria “buona”. Solo un’area, quella di Torre di Paestum, viene classificata come sufficiente. Una volta superata la foce del Sele, tuttavia, emergono alcune criticità. Eboli riesce a raggiungere l’obiettivo di una costa interamente balneabile, ma Battipaglia soffre ancora della storica problematica legata al fiume Tusciano. Nel tratto di Lido Spineta, nei pressi della foce del fiume, permane il divieto di balneazione. Migliore invece la situazione a nord della foce, in località La Picciola, dove le acque tornano ad essere giudicate buone.
Anche nei pressi del capoluogo si riscontrano alcune problematiche. Le acque a est del fiume Irno e quelle tra il Fuorni e il Picentino restano interdette alla balneazione, pur rientrando in ambiti circoscritti. Lungo la Costiera Amalfitana, invece, si sfiora la perfezione: su 35 tratti analizzati da Vietri sul Mare a Positano, 33 ottengono il punteggio eccellente e i restanti due sono classificati come buoni.
L’analisi complessiva restituisce l’immagine di un mare sicuro e in continuo miglioramento, a cui contribuiscono sia l’efficienza del sistema depurativo sia le favorevoli correnti marine. Nonostante alcune criticità causate dai principali corsi d’acqua, che richiedono ulteriori interventi di controllo e bonifica da parte dei comuni interessati, la provincia di Salerno si conferma una delle mete più virtuose per qualità delle acque marine. Un risultato che assume ulteriore rilevanza in vista dell’attribuzione delle Bandiere Blu della Fee per l’anno in corso. Lo scorso anno Salerno aveva già eccelso insieme alla provincia di Savona, e le premesse per confermare tale primato sembrano promettenti.

