Un polverone mediatico e giudiziario sta scuotendo l'Università degli Studi di Salerno in seguito a una serie di denunce anonime circolate sulla community social "Spotted".
Diverse studentesse hanno segnalato comportamenti persecutori e approcci definiti "viscidi" e "inquietanti", avvenuti principalmente nei luoghi più isolati del campus, come le biblioteche o il terminal dei pullman, durante le ore pomeridiane come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'allarme è scattato quando i resoconti delle ragazze hanno iniziato a mostrare un inquietante schema ripetitivo: domande personali insistenti, pedinamenti soft per studiare abitudini e orari delle vittime, e inviti insistenti a spostarsi in luoghi privati. Nonostante il clima di solidarietà nato online, con molti studenti che esortano a muoversi in gruppo e a non sottovalutare i segnali di pericolo, la comunità universitaria si è parzialmente divisa tra chi riconosce in questi fatti una forma chiara di molestia e chi li liquida come semplici tentativi di approccio maldestri. Questa polarizzazione ha acceso un aspro dibattito sulla percezione della sicurezza femminile, portando molte studentesse a ribadire che minimizzare il disagio vissuto è un atto inaccettabile di cameratismo.
Per arginare il fenomeno e ristabilire un clima di serenità, l'Ateneo ha accelerato l'implementazione di nuovi presidi di tutela. Oltre al già approvato Sportello Antiviolenza, l'università sta lavorando all'istituzione della Consigliera di Fiducia, una figura specifica dedicata al supporto delle vittime di discriminazioni e abusi. Il piano d'azione prevede anche un regolamento più stringente contro le molestie sul luogo di studio e lavoro, il potenziamento dei servizi di counseling psicologico e l'utilizzo di canali di segnalazione diretta per raccogliere prove su episodi che ledono la dignità degli studenti.
La governance universitaria ha ribadito che ogni comportamento offensivo è incompatibile con i valori accademici, puntando a trasformare il campus in un ambiente protetto e vigilato.
Diverse studentesse hanno segnalato comportamenti persecutori e approcci definiti "viscidi" e "inquietanti", avvenuti principalmente nei luoghi più isolati del campus, come le biblioteche o il terminal dei pullman, durante le ore pomeridiane come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Fisciano, il Rettore avvia un'indagine su presunte molestie
Il Rettore Virgilio D'Antonio ha reagito con fermezza, annunciando l'apertura immediata di un'istruttoria interna per fare luce sulle responsabilità, che sembrerebbero ricadere su personale esterno all'ateneo operante nella cittadella universitaria.L'allarme è scattato quando i resoconti delle ragazze hanno iniziato a mostrare un inquietante schema ripetitivo: domande personali insistenti, pedinamenti soft per studiare abitudini e orari delle vittime, e inviti insistenti a spostarsi in luoghi privati. Nonostante il clima di solidarietà nato online, con molti studenti che esortano a muoversi in gruppo e a non sottovalutare i segnali di pericolo, la comunità universitaria si è parzialmente divisa tra chi riconosce in questi fatti una forma chiara di molestia e chi li liquida come semplici tentativi di approccio maldestri. Questa polarizzazione ha acceso un aspro dibattito sulla percezione della sicurezza femminile, portando molte studentesse a ribadire che minimizzare il disagio vissuto è un atto inaccettabile di cameratismo.
Per arginare il fenomeno e ristabilire un clima di serenità, l'Ateneo ha accelerato l'implementazione di nuovi presidi di tutela. Oltre al già approvato Sportello Antiviolenza, l'università sta lavorando all'istituzione della Consigliera di Fiducia, una figura specifica dedicata al supporto delle vittime di discriminazioni e abusi. Il piano d'azione prevede anche un regolamento più stringente contro le molestie sul luogo di studio e lavoro, il potenziamento dei servizi di counseling psicologico e l'utilizzo di canali di segnalazione diretta per raccogliere prove su episodi che ledono la dignità degli studenti.
La governance universitaria ha ribadito che ogni comportamento offensivo è incompatibile con i valori accademici, puntando a trasformare il campus in un ambiente protetto e vigilato.

