La quarta edizione del Nocera Jazz Festival si è aperta nel segno della grande musica con il concerto del Fabrizio Bosso Quartet, dando ufficialmente il via a una rassegna che fino al 30 luglio porterà il jazz in alcuni degli spazi più suggestivi di Nocera Inferiore.
Chiostri, piazze e luoghi storici diventeranno palcoscenici a cielo aperto, confermando la natura itinerante del festival e la sua capacità di unire spettacolo, valorizzazione del patrimonio e partecipazione cittadina.
Il debutto con Fabrizio Bosso Quartet
L’apertura affidata a Fabrizio Bosso ha rappresentato un inizio di grande intensità artistica. Sul palco, insieme al trombettista torinese, si sono esibiti Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.
Il quartetto ha presentato “Routes Live”, ultimo lavoro discografico di Bosso. Un titolo che racconta bene lo spirito del progetto: percorsi, strade che si incontrano, traiettorie musicali che cambiano forma attraverso il dialogo e l’improvvisazione.
“Routes Live”, il jazz come viaggio
Nel concerto inaugurale, il jazz è diventato racconto in movimento. Nessun artificio, nessuna ricerca dell’effetto fine a sé stesso, ma la forza pura della musica costruita in tempo reale.
Bosso ha confermato la sua cifra più riconoscibile: tecnica raffinata, sensibilità interpretativa e una naturale eleganza capace di trasformare la tromba in una voce intensa e limpida. Il repertorio ha dato spazio soprattutto ai brani originali di “Routes Live”, con una sola incursione in una raffinata cover di Ivan Lins, accolta dal pubblico con lunghi applausi.
Giovani talenti e apertura al territorio
A presentare la serata è stata Rossella Pisaturo, con gli interventi dell’archeologo Francesco Belsito e i saluti istituzionali.
Prima del concerto principale, come ormai da tradizione, il festival ha dato spazio ai giovani musicisti del territorio. Sul palco si sono esibiti Giorgia Pesare e Carmine Storzillo, studenti del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, proponendo un viaggio sonoro tra neo soul e soul jazz.
Una scelta che conferma l’attenzione della rassegna verso le nuove generazioni e verso la crescita culturale del territorio.
La Caserma Tofano tra le novità più attese
Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 c’è l’ingresso nel percorso del festival della Caserma Tofano, conosciuta anche come “Caserma rossa”, uno degli edifici più antichi e rappresentativi di Nocera Inferiore.
Il luogo ospiterà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna, il concerto degli Incognito, in programma domenica. Un’occasione speciale per vivere la musica all’interno di uno spazio carico di storia, memoria e fascino.
Numeri in crescita per il festival
I dati della manifestazione confermano il crescente interesse del pubblico. Sono già oltre 100 gli abbonamenti sottoscritti per le prime cinque giornate, mentre più di 450 spettatori hanno riempito il Chiostro degli Olivetani per la serata inaugurale.
Grande attesa anche per il concerto degli Incognito del 5 luglio, con oltre 600 biglietti già venduti. Si avvicina al tutto esaurito anche il gran finale con De Crescenzo, segno di una rassegna ormai capace di attirare attenzione ben oltre i confini cittadini.
Una città che riscopre la propria anima culturale
Il Nocera Jazz Festival non è soltanto un calendario di concerti. È il risultato di una visione culturale costruita nel tempo, che affonda le radici nella storia musicale della città.
Come ricordato dal consigliere e presidente della commissione cultura del Comune, Ferdinando Padovano, il cammino del jazz a Nocera nasce anche dal lavoro di figure come Franco Forte, Aldo Di Vito, Lapirol e Sannino, pionieri che hanno creduto nella possibilità di fare della città una casa per il grande jazz.
Oggi quella strada prosegue con nuova forza. Il festival porta la musica tra la gente, restituisce centralità ai monumenti e trasforma la cultura in un’esperienza condivisa.
Nocera tra musica, memoria e futuro
Con l’apertura affidata a Fabrizio Bosso, Nocera Inferiore ha mostrato il volto di una città che sa valorizzare la propria storia guardando avanti. Il jazz diventa così non solo spettacolo, ma linguaggio capace di raccontare identità, bellezza e desiderio di crescita.
Il viaggio del Nocera Jazz Festival 2026 è appena cominciato, ma il debutto ha già indicato una direzione chiara: fare della musica un ponte tra luoghi, generazioni e comunità.

