Si è concluso con due verdetti di colpevolezza il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato davanti al Gup, per il clamoroso furto di un macchinario diagnostico a Nocera Inferiore come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'episodio, che risale al 17 marzo 2025, ha visto come protagonista un tecnico radiologo in servizio presso il presidio ospedaliero "Umberto I", condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre alla sanzione accessoria dell'interdizione dall'esercizio della professione medica per l'intera durata della condanna.
Le attività investigative, avviate a seguito della denuncia formale presentata dalla dirigente del reparto di radiologia dello stabilimento dell'Agro nocerino, sono state coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore e condotte sul campo dai Carabinieri del Reparto Territoriale. Gli inquirenti sono riusciti a incastrare la coppia grazie all'analisi incrociata dei tabulati telefonici e alla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza interna dell'ospedale.
I filmati hanno immortalato le fasi preparatorie del furto dell'ecografo – uno strumento del valore di mercato stimato in circa 20mila euro –, che prima è stato nascosto nei corridoi coperto da un telo protettivo e successivamente portato fuori dall'edificio.
Secondo quanto ricostruito nell'impianto accusatorio, il dipendente della struttura sanitaria avrebbe facilitato l'azione criminosa distraendo appositamente la guardia giurata in turno al fine di consentire al complice di allontanarsi indisturbato oltre i cancelli con la refurtiva. Il vuoto lasciato dal macchinario nel parco tecnologico del reparto aveva provocato l'immediata interruzione del pubblico servizio di diagnostica per i pazienti.
A seguito del blitz scattato dopo gli interrogatori preventivi, il tecnico radiologo era stato ristretto in regime di arresti domiciliari, mentre per l'altro imputato era stato disposto il divieto di dimora nel comune, misure cautelari che sono decadute con la pronuncia della sentenza.
L'episodio, che risale al 17 marzo 2025, ha visto come protagonista un tecnico radiologo in servizio presso il presidio ospedaliero "Umberto I", condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre alla sanzione accessoria dell'interdizione dall'esercizio della professione medica per l'intera durata della condanna.
Nocera Inferiore, sparito ecografo: condannati radiologo e basista
Il suo complice, accusato di aver pianificato e portato a termine il colpo in concorso, ha incassato invece una condanna a 1 anno e 4 mesi con il beneficio della sospensione condizionale. Entrambi i soggetti, originari della zona dei Monti Picentini, saranno costretti a rifondere i danni alla struttura sanitaria in sede civile.Le attività investigative, avviate a seguito della denuncia formale presentata dalla dirigente del reparto di radiologia dello stabilimento dell'Agro nocerino, sono state coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore e condotte sul campo dai Carabinieri del Reparto Territoriale. Gli inquirenti sono riusciti a incastrare la coppia grazie all'analisi incrociata dei tabulati telefonici e alla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza interna dell'ospedale.
I filmati hanno immortalato le fasi preparatorie del furto dell'ecografo – uno strumento del valore di mercato stimato in circa 20mila euro –, che prima è stato nascosto nei corridoi coperto da un telo protettivo e successivamente portato fuori dall'edificio.
Secondo quanto ricostruito nell'impianto accusatorio, il dipendente della struttura sanitaria avrebbe facilitato l'azione criminosa distraendo appositamente la guardia giurata in turno al fine di consentire al complice di allontanarsi indisturbato oltre i cancelli con la refurtiva. Il vuoto lasciato dal macchinario nel parco tecnologico del reparto aveva provocato l'immediata interruzione del pubblico servizio di diagnostica per i pazienti.
A seguito del blitz scattato dopo gli interrogatori preventivi, il tecnico radiologo era stato ristretto in regime di arresti domiciliari, mentre per l'altro imputato era stato disposto il divieto di dimora nel comune, misure cautelari che sono decadute con la pronuncia della sentenza.

