NAPOLI. Afghanistan è un progetto che il Tricycle Theatre, la più grande officina britannica di teatro politico, ha commissionato a tredici autori tra i più interessanti della scena angloamericana. Un esperimento di drammaturgia che ha saputo raccontare il rapporto complesso e fallimentare dell’Occidente con questo paese del Medio Oriente, sempre (e suo malgrado) al centro dello scacchiere mondiale. «È un esempio di quel teatro inglese che ci piace e ci somiglia – spiegano i registi dell’Elfo — che parla di civiltà continuando a essere vivo. Un teatro capace di recuperare la sua funzione “epica”, nel senso di elemento catalizzatore di una comunità attorno a grandi temi, e capace di coinvolgere emotivamente e persino ludicamente lo spettatore, senza perdere nulla in fatto di qualità della scrittura. Che si parli di aids (come accadeva nel nostro spettacolo Angels in America) o di guerre civili e invasioni militari come accade qui, vogliamo che succeda sempre in maniera coinvolgente e sorprendente». Il progetto Afghanistan di Bruni e De Capitani si concretizza in due spettacoli indipendenti e complementari: Afghanistan: il grande gioco e Afghanistan: enduring freedom, che per la prima volta a Napoli saranno presentati in un’unica “maratona”.

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