La Procura di Napoli ha avviato una inchiesta contro ignoti sull'aumento dei casi di Epatite A mentre i carabinieri proseguono con controlli capillari e sequestri. Cosa sappiamo e i consigli per prevenire i rischi.
In merito al Lazio, Francesco Rocca, presidente della Regione, ha rassicurato sull’attuale controllo della situazione, pur invitando a mantenere alta l’attenzione. In Toscana, intanto, è stato segnalato un caso tra gli studenti di una scuola di Grosseto. La Asl Toscana sud est ha avviato misure preventive per contenere il contagio, raccomandando il vaccino agli alunni e al personale scolastico. Pur definendo il rischio limitato, le autorità locali sottolineano che la prudenza è fondamentale.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella secondo cui cozze locali siano state mescolate con lotti contaminati acquistati all’estero. Nei pressi di Terracina sarebbero stati venduti frutti di mare: si traccia un possibile collegamento con cozze provenienti da Bacoli (Napoli), che potrebbero aver determinato alcuni contagi. Ulteriori verifiche riguardano eventuali contaminazioni dovute a scarichi fognari lungo la costa settentrionale campana.
La vaccinazione contro l’epatite A rappresenta uno strumento importante per categorie a rischio e viaggiatori. Gli esperti consigliano il vaccino soprattutto per chi si reca in aree dove la malattia è diffusa (Africa, Sud-Est asiatico e Sudamerica), per portatori di epatite cronica e per chi è esposto a rapporti ad alto rischio. Inoltre, il vaccino può aiutare a prevenire i contagi secondari ed è raccomandato per persone venute a contatto con casi già identificati, se somministrato entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi.
Cozze italiane mescolate con lotti esteri contaminati: l'inchiesta sull'aumento dei casi di epatite A
L’impennata di casi di epatite A, partita dalla Campania e diffusasi nel basso Lazio, è al centro di un’inchiesta guidata dalla Procura di Napoli. Secondo le prime ipotesi, il problema potrebbe essere legato a una partita di cozze infette importate dall’estero e mescolate con il prodotto italiano. Facciamo il punto della situazione, analizzando i rischi e i passi delle indagini.L’aumento dei casi di epatite A
L’Istituto Superiore di Sanità ha registrato un incremento significativo: solo nel mese di marzo, 160 casi, dei quali 110 concentrati in Campania. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha esortato la cittadinanza a evitare il consumo di frutti di mare crudi, suggerendo invece di consumare solo prodotti cotti. Ha sottolineato inoltre che la questione riguarda soprattutto una partita specifica di frutti di mare inquinati provenienti da fuori Comune. "I controlli devono concentrarsi sull’intera filiera produttiva, perché il pescato non proviene solo da Napoli ma anche da altre zone, inclusi i prodotti importati".In merito al Lazio, Francesco Rocca, presidente della Regione, ha rassicurato sull’attuale controllo della situazione, pur invitando a mantenere alta l’attenzione. In Toscana, intanto, è stato segnalato un caso tra gli studenti di una scuola di Grosseto. La Asl Toscana sud est ha avviato misure preventive per contenere il contagio, raccomandando il vaccino agli alunni e al personale scolastico. Pur definendo il rischio limitato, le autorità locali sottolineano che la prudenza è fondamentale.
Le indagini e l’ipotesi delle cozze infette
Gli inquirenti stanno ipotizzando reati legati al commercio e alla vendita di alimenti pericolosi per la salute pubblica. I carabinieri del NAS hanno intensificato i controlli, sequestrando circa 50 chili di prodotti sospetti e prelevando campioni per le analisi.Tra le ipotesi al vaglio c’è quella secondo cui cozze locali siano state mescolate con lotti contaminati acquistati all’estero. Nei pressi di Terracina sarebbero stati venduti frutti di mare: si traccia un possibile collegamento con cozze provenienti da Bacoli (Napoli), che potrebbero aver determinato alcuni contagi. Ulteriori verifiche riguardano eventuali contaminazioni dovute a scarichi fognari lungo la costa settentrionale campana.
Norme igieniche e prevenzione
Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano alcune regole fondamentali per evitare il contagio da epatite A. Lavare frequentemente le mani, disinfettare frutta e verdura e cuocere adeguatamente i cibi sono tra le pratiche principali. È inoltre essenziale garantire una gestione corretta degli scarichi fognari e rispettare le normative sulla produzione e distribuzione alimentare.La vaccinazione contro l’epatite A rappresenta uno strumento importante per categorie a rischio e viaggiatori. Gli esperti consigliano il vaccino soprattutto per chi si reca in aree dove la malattia è diffusa (Africa, Sud-Est asiatico e Sudamerica), per portatori di epatite cronica e per chi è esposto a rapporti ad alto rischio. Inoltre, il vaccino può aiutare a prevenire i contagi secondari ed è raccomandato per persone venute a contatto con casi già identificati, se somministrato entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi.

